La Camera ha approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il risultato è stato accolto con un lungo applauso dai banchi della maggioranza, mentre l’opposizione ha esposto in Aula cartelli con la scritta «Legge truffa» e «no all’imbroglio».

A far discutere sono però anche i numeri del voto segreto. Sulla base della composizione dei gruppi, infatti, i sì teoricamente attesi sarebbero stati 235, otto in più rispetto ai 227 effettivamente registrati. Specularmente, i no attesi erano 156, ma ne sono stati conteggiati 164: anche in questo caso otto in più. I gruppi parlamentari erano presenti in massa, con una media del 98,24%.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Lucia Ciriani, difende il provvedimento: "La nuova legge elettorale che il Parlamento ha approvato oggi in via definitiva serve a dare stabilità all’Italia, perché garantisce la governabilità e una maggioranza certa scelta dagli italiani senza più accordi di palazzo fatti dopo il voto".

Giorgia Meloni parla di un centrodestra "uniti, compatti e determinati", mentre Giuseppe Conte attacca le nuove preferenze, definite "fasulle". Nicola Fratoianni accusa invece la maggioranza di aver cambiato la legge "per tentare di rimanere al potere".

Dopo il voto Riccardo Magi ha annunciato la sospensione dello sciopero della fame: "Sospendo il digiuno, confido fortemente nel presidente della Repubblica". Tommaso Foti ha parlato di un fronte dell’opposizione "finalmente unito nella sconfitta".