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Durante una conferenza stampa a Viareggio, Roberto Vannacci ha annunciato l'ingresso di cinque parlamentari in Futuro Nazionale: i deputati Domenico Furgiuele, Gianangelo Bof, Attilio Pierro, Davide Bergamini e l'eurodeputato Antonio Maria Rinaldi. L'ex generale ha sottolineato la spontaneità dell'operazione, dichiarando: ''Non siamo noi che facciamo la questua, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi, perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia... Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto. Questo dimostra anche quello che Futuro Nazionale vuol portare avanti''.
La mossa ha sottratto due esponenti alla Lega e due a Forza Italia. In casa azzurra il doppio addio di Pierro e Bergamini – iscritti solo dal 20 gennaio – genera rammarico ma non disperazione. Se da un lato un big del partito ammette a mezza bocca che ''Quando qualcuno se ne va non è mai bello, ma fa parte del gioco'', mettendo in guardia dalla forza attrattiva di Vannacci, dall'altro si registra la storica diffidenza di Marina Berlusconi verso gli estremismi. Il portavoce nazionale Raffaele Nevi ha comunque smorzato i toni all'Adnkronos: ''Auguro buona fortuna a Pierro e Bergamini, noi andiamo avanti per la nostra strada, sono cose che possono capitare'', rilanciando l'azione di Forza Italia per contrastare la sinistra e precisando che ''Del resto non siamo mica il campo largo che mette insieme tutto e il contrario di tutto''.
Nonostante i movimenti, tra gli azzurri non c'è ''nessun veto pregiudiziale nei confronti del leader di Futuro nazionale'', complice la recente sintonia sul nucleare e sulla sicurezza, purché vi sia ''condivisione sul programma del centrodestra e sul progetto di Forza Italia''. Con la discesa del gruppo alla Camera da 54 a 52 deputati, il partito di Tajani sta già valutando l'ingresso di due nuovi parlamentari per colmare i vuoti. Nel frattempo, Pierro ha motivato il suo addio spiegando che ''dopo un’attenta riflessione" è giunto alla conclusione che "Forza Italia, pur essendo un partito che rispetto, non rappresenta la mia naturale casa politica'', formalizzando così la ''decisione di intraprendere un percorso diverso, in coerenza con le mie convinzioni e con il mio sentire'' e augurando a tutti ''buon lavoro e ogni successo per il futuro''.





