Si riaccende in Sardegna il confronto politico attorno all’indennità regionale di fibromialgia (IRF), il contributo economico introdotto nella scorsa legislatura per sostenere le persone affette da questa patologia cronica.

A rivendicare la misura e a criticare le ipotesi di modifica è Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia e promotore della norma, che disciplina l’indennità all’articolo 12 della legge regionale n. 22/2022.

“Nella scorsa legislatura il Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito l’indennità regionale di fibromialgia, di fatto la prima e unica regione d’Italia a riconoscere concretamente ai fibromialgici un sussidio economico per dare nuova considerazione a una patologia per troppo tempo invisibile e con l’auspicio di migliorare la qualità della loro vita – spiega Fausto Piga, vicecapogruppo di FDI e promotore dell’iniziativa disciplinata all’articolo 12 della legge regionale n. 22/2022.”

Secondo Piga, il sistema avrebbe funzionato correttamente nei primi anni di applicazione, mentre le successive modifiche sarebbero problematiche per i beneficiari, “Nel 2023 e nel 2024 le regole dell’indennità regionale fibromialgia (IRF) hanno funzionato alla perfezione, dopodiché con l’avvento della Presidente Todde si è ripetutamente cercato di smontare la legge mortificando e complicando la vita dei malati. Perché cambiare le regole che funzionano e stanno bene ai malati?” si domanda Piga.

Il consigliere regionale parla apertamente di una contrapposizione politica attorno alla misura e invita a non modificarne l’impianto attuale.

“Si tratta di un dispetto politico, siccome l’IRF è stata ideata dal centro destra oggi occorre modificarla per campanilismo ideologico – attacca Piga – è evidente che l’obiettivo sono io, in quanto promotore dell’iniziativa lasciata in eredità al campolargo – prosegue Piga – ma è bene che la presidente Todde capisca che per colpire me, sta facendo un dispetto a migliaia di malati, oltre diecimila sardi, che non meritano di pagare il prezzo dei nostri scontri politici”.

Sul merito della misura, Piga difende la struttura originaria dell’indennità, “Le vecchie regole erano poche, semplici e chiari, non c’è nessun motivo di cambiarle – l’appello di Fausto Piga - ovvero un’indennità annuale dell’importo massimo di 800 euro senza rendicontazione quale aiuto per le molteplici spese che i malati sostengono per convivere con la fibromialgia, una patologia che non risulta tra le malattie invalidanti riconosciute dall’Inps e perfino escluse dell’esenzione dalla spesa sanitaria pubblica a differenza di altre malattie”.

Infine, un appello a mantenere invariata la normativa e a evitare ulteriori complicazioni burocratiche per i beneficiari, “La Presidente Todde ci ripensi e lasci invariate le attuali regole – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia - cambiare le regole creerà più danni che benefici, i malati di fibromialgia non vogliono elemosine, ma rispetto e considerazione, non essere umiliati con procedure burocratiche come la rendicontazione e con l’obbligo di dover anticipare di tasca le spese e poi sentirsi dire a fine anno che nel bilancio regionale non ci sono soldi per erogare a tutti l’intero sussidio, come già successo nel 2026. Oltre il danno, pure la beffa”.