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La Giunta regionale della Sardegna ha approvato l’accordo tra l’assessorato dell’Igiene e Sanità e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per contrastare la carenza di assistenza primaria nelle aree più fragili del territorio.
Il provvedimento disciplina l’individuazione delle zone temporaneamente disagiate e stabilisce le modalità di erogazione degli incentivi economici destinati ai professionisti che sceglieranno di aprire uno studio medico in questi territori. L’intervento dà attuazione all’articolo 10 dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale e prevede il riconoscimento di un’indennità mensile di 2.000 euro ai medici di assistenza primaria che attiveranno il proprio ambulatorio nelle aree individuate come carenti.
"Con questo provvedimento facciamo un passo concreto per rafforzare la medicina territoriale e dare una risposta ai cittadini che vivono nelle aree più interne e nei piccoli comuni della Sardegna – dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde – L’obiettivo è rendere più semplice e più attrattiva la scelta di lavorare nelle sedi oggi carenti, rafforzando allo stesso tempo la rete territoriale della sanità".
L’incentivo economico sarà riconosciuto per un periodo massimo di due anni dalla data di apertura dello studio medico. Le zone interessate saranno individuate sulla base di criteri oggettivi legati al rapporto tra popolazione assistibile e numero di medici presenti, con una classificazione del livello di carenza assistenziale che potrà essere gravissima, grave, moderata o lieve.
"Attraverso questa misura stiamo introducendo una leva economica importante a beneficio dei medici, che andrà ad aggiungersi ai 1700 euro già previsti per la partecipazione alle forme organizzative della rete di salute territoriale. Ma la nostra strategia è ancora più ampia: puntiamo ora a costruire insieme agli ambiti territoriali e ai sindaci un vero e proprio pacchetto di servizi che possa affiancare l’incentivo economico. Dalla possibilità di lavorare all’interno delle Case di comunità o in spazi messi a disposizione dai Comuni, fino all’utilizzo di strumenti di finanziamento che consentano di attivare supporti amministrativi, servizi di segreteria e altre soluzioni organizzative utili per i professionisti", spiega la presidente.
L’accordo, sottoscritto il 25 febbraio 2026 con le organizzazioni sindacali della medicina generale, stabilisce inoltre un limite massimo di circa 100 sedi incentivabili a livello regionale. La qualificazione delle aree temporaneamente disagiate sarà aggiornata ogni anno prima della pubblicazione delle sedi carenti di assistenza primaria, con l’obiettivo di adeguare gli interventi alle reali esigenze del territorio.







