A due anni e mezzo dall’avvio della XVII legislatura, il bilancio della giunta Todde divide il Consiglio regionale sardo. La maggioranza di centrosinistra rivendica il lavoro avviato su sanità, trasporti, rinnovabili e servizi, mentre l’opposizione denuncia ritardi e assenza di riforme. Sullo sfondo restano anche le tensioni interne alla coalizione, emerse con la recente sconfitta in Aula a voto segreto.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini considera il confronto parte del normale dibattito politico e invita a trovare una sintesi: «Le sfide sono talmente grandi, grandi, che dobbiamo essere uniti tenendo ben presente la Sardegna e i sardi». Tra le priorità indica sanità, trasporti e vertenza entrate.

Il capogruppo Pd Roberto Deriu cita università e asili nido gratuiti tra i risultati da valorizzare. Sulle tensioni nella maggioranza osserva: «I tempi che si adoperano per i bracci di ferro e le contrapposizioni sono sottratti al lavoro».

Dal M5s, Michele Ciusa rivendica l’impegno su energie rinnovabili, controllo del territorio e sanità: «Noi continuiamo a non lamentarci, ma a lavorare sodo: questo è il messaggio e, piano piano, i fatti stanno emergendo».

Di tutt’altro avviso Forza Italia. Il capogruppo Angelo Cocciu sostiene che, al 31 dicembre 2025, l’attività amministrativa sia stata quasi il 40% inferiore a quella della giunta Solinas e critica Todde per mantenere l’interim della Sanità.

Dura anche la valutazione di Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia, che contesta l’assenza di riforme efficaci e richiama le leggi impugnate e poi annullate dalla Corte costituzionale.