“Sì alle risorse sulla scuola, no ai tagli di servizi per i nostri territori e le nostre comunità studentesche”. Sono le parole dell'assessora regionale della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, che durante una diretta live su Instagram questa sera, ha sottolineato nuovamente la posizione del Governo in merito alla questione del potere sostitutivo. All'incontro hanno partecipato anche gli assessori alla Pubblica Istruzione della Toscana e dell'Umbria, Alessandra Nardini e Fabio Barcaroli, mentre l'assessora della Regione Emilia-Romagna, Isabella Conti, era assente per un impegno improvviso.

Durante la discussione pubblica, i rappresentanti regionali hanno affrontato la decisione del Governo di nominare un commissario a causa dell'indisponibilità da parte delle regioni di conformarsi alle disposizioni ministeriali sul dimensionamento scolastico.

“In questo periodo il tema della scuola sta occupando molto i mezzi di informazione – ha detto l’assessora Portas – ma purtroppo non lo fanno per parlare di qualità della didattica, di migliori strumenti educativi, di inclusione e di lotta alla dispersione scolastica. Il tema è quello del dimensionamento scolastico e del commissariamento di quattro regioni italiane, tra cui la Sardegna. Oggi con una diretta nelle nostre pagine social abbiamo voluto spiegare alle persone quali sono i motivi per cui abbiamo deciso che non possiamo più sottostare a rigidi calcoli sui numeri e sui costi, basati su obiettivi di ‘razionalizzazione’ e ‘maggiore efficienza’. Vogliamo che il Governo inverta questa tendenza”.

“La destra continua a scaricare sul Governo Draghi la responsabilità del dimensionamento scolastico, ma le scelte decisive sono arrivate con il Governo Meloni, che ha fissato tagli alle autonomie senza verificare i dati reali delle iscrizioni – ha aggiunto l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli Virgolettato assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli –. Nonostante alcune correzioni a livello nazionale, l’Umbria non ha ottenuto alcuna autonomia aggiuntiva, senza spiegazioni trasparenti. Le Regioni commissariate sul dimensionamento sono state convocate in Settima Commissione della Camera, e ci presenteremo con un documento unitario che ribadirà la nostra contrarietà a un provvedimento che si inserisce in una stagione di tagli alla scuola pubblica. Allo stesso tempo auspichiamo che il governo intervenga finalmente sull’unico fronte che interessa davvero famiglie, studenti e personale scolastico, quello della riduzione del numero di alunni per classe, e torni a investire in modo strutturale nel sistema dell’istruzione”.

Durante le riunioni preliminari che hanno preceduto l'attuazione del provvedimento - prevista per il prossimo martedì 27 gennaio - le quattro Regioni che si oppongono al piano di ridimensionamento proposto dal Governo hanno ribadito con forza la loro opposizione al commissariamento, chiedendo chiarimenti sulle modalità di calcolo dei parametri utilizzati, basati su dati reali anziché solo stime. La Regione Sardegna, in particolare, ha confermato costantemente la sua volontà di mantenere le attuali 232 scuole autonome dell'isola, sottolineando come le caratteristiche territoriali, geografiche e orografiche, insieme alla fragilità legata alla mobilità, allo spopolamento e alla connettività, rendano estremamente critica qualsiasi ulteriore riduzione dei servizi.