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“No a criteri rigidi che penalizzano l'Isola. La montagna sarda va riconosciuta per quello che è”. È l’appello che Anci e Uncem Sardegna rivolgono al Governo sulla revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani prevista dall’articolo 2 della legge 12 settembre 2025, n. 131. Le due associazioni chiedono una correzione profonda dell’impostazione finora delineata, ritenuta inadeguata a rappresentare la realtà territoriale sarda.
“La revisione dei criteri non è un esercizio tecnico – dichiara la presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi – ma una scelta che incide direttamente sulla vita delle comunità. In Sardegna rischiamo di vedere esclusi dalla montanità Comuni che vivono ogni giorno isolamento, carenza di servizi e spopolamento. Sarebbe un errore grave, che metterebbe in discussione anni di politiche sulle aree interne”.
Secondo Anci e Uncem, l’Isola non può essere valutata con parametri pensati per i contesti alpini. Anche quote altimetriche contenute, in Sardegna, corrispondono spesso a condizioni di reale marginalità, difficoltà di collegamento e fragilità dei servizi essenziali. Un sistema basato quasi esclusivamente sull’altitudine rischia quindi di restituire un quadro non aderente alla realtà.
“Qui la montagna non si misura solo in metri – osserva il coordinatore di Uncem Sardegna, Alessandro Corona – ma in distanza dai servizi, in viabilità complessa, in scuole e presidi sanitari sempre più lontani. Applicare criteri rigidi significa cancellare dalla mappa istituzionale territori che svolgono un ruolo fondamentale di presidio umano e ambientale”.
Anci Sardegna ricorda di aver già segnalato formalmente, nell’ottobre scorso, il pericolo di una drastica riduzione dei Comuni riconosciuti come montani, con ricadute pesanti sulle aree interne. Le associazioni prendono atto che in Conferenza Unificata non è stata raggiunta l’intesa sulla proposta e che il ministro per gli Affari regionali ha annunciato una nuova formulazione del provvedimento.
“Questo stop conferma che l’impianto va rivisto – conclude Falconi –. Chiediamo criteri realmente multidimensionali, che affianchino ai dati geomorfologici quelli demografici e di accessibilità ai servizi, il riconoscimento esplicito della montanità insulare e una fase di gradualità che eviti penalizzazioni improvvise per i nostri Comuni”.






