La Giunta regionale ha approvato gli indirizzi rivolti all'ARAN Sardegna per avviare il confronto con le organizzazioni sindacali sull'attuazione del comparto unico Regione-Enti locali. La riforma riguarda circa 12.700 lavoratrici e lavoratori di 429 enti locali della Sardegna e punta a ridurre progressivamente le differenze retributive rispetto al personale regionale.

La delibera è stata approvata durante la giornata di ieri, mercoledì 4 novembre 2026. Per finanziare il percorso di armonizzazione salariale sono stati stanziati 30 milioni di euro annui. A queste risorse potrebbero aggiungersi ulteriori 20 milioni di euro, attraverso un intervento atteso in Consiglio regionale il prossimo 10 novembre.

Sulla decisione è intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde: "Per troppo tempo chi lavora nei Comuni e negli Enti locali della Sardegna ha atteso una risposta sul comparto unico. Oggi facciamo un passo avanti per dare finalmente attuazione a una riforma che riguarda circa 12.700 lavoratrici e lavoratori di 429 enti locali - afferma la governatrice -. Chi lavora nei nostri Comuni manda avanti ogni giorno servizi fondamentali per i cittadini. È giusto che questo lavoro venga riconosciuto anche in busta paga".

La presidente ha poi ribadito la necessità di intervenire sulle differenze economiche tra il personale degli enti locali e quello regionale: "È una questione di equità, che riguarda migliaia di persone e il funzionamento delle amministrazioni più vicine ai cittadini. Una riforma attesa da anni, sulla quale vogliamo arrivare a risultati", conclude la presidente.