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Torna al centro della politica sarda il "rischio che la Sardegna si trasformi in un'isola carcere", con la senatrice del Movimento 5 Stelle, Sabrina Licheri, che lancia l'allarme attraverso una nota, richiamando le recenti preoccupazioni espresse dal Procuratore generale della Corte d’Appello di Cagliari, Luigi Patronaggio, sul sistema penitenziario nell’Isola.
"Il rischio che la Sardegna si trasformi in un’isola carcere è sempre più concreta e a lanciare l’allarme anche il Procuratore generale della Corte di Appello di Cagliari Paltronaggio. Cosa aspetta la destra di governo a rispondere alle legittime paure dei sardi?", afferma Licheri.
Secondo la senatrice pentastellata, le criticità strutturali del sistema carcerario sardo restano irrisolte, mentre aumentano i carichi sulle strutture esistenti.
"Mancano sanitari e psicologi, personale di sorveglianza, senza contare le condizioni precarie delle infrastrutture. Questo governo, tutto ordine e sicurezza – aggiunge – sta lavorando per rendere la Sardegna un gigantesco carcere senza tenere in conto minimamente le enormi ricadute sul territorio. Anzi, sembra essere diventata una vendetta contro il governo della regione".
Nel mirino anche il tema della sicurezza e delle "possibili infiltrazioni criminali". Licheri sottolinea come l’allarme non provenga soltanto dall’opposizione, "I rischi di infiltrazioni mafiose sono state denunciate anche da alcuni esponenti della maggioranza mentre l’attenzione della criminalità organizzata sembra esserci concentrata già sul commercio dei coralli ad Alghero".
Un passaggio che si inserisce nel più ampio dibattito sulle dinamiche economiche e sulla tutela dei settori produttivi locali, spesso considerati più esposti in contesti di fragilità sociale e istituzionale.
La senatrice conclude criticando le politiche governative ritenute penalizzanti per l’Isola: "Il governo con i suoi provvedimenti si scaglia contro la Sardegna riducendo i finanziamenti, dimensionando le scuole, impoverendo i territori. I cittadini sardi non hanno bisogno di nuovi boss mafiosi ma di essere messi in condizione di creare sviluppo e lavoro".
Le dichiarazioni arrivano in una fase di crescente attenzione nazionale sul sovraffollamento carcerario e sulle condizioni di detenzione, temi che in Sardegna assumono una valenza particolare per via della collocazione geografica e della presenza di numerosi istituti penitenziari.





