PHOTO
Si intensifica la tensione tra Stati Uniti e Iran con nuovi episodi militari che coinvolgono anche diversi Paesi del Golfo. Il Comando centrale delle forze armate americane ha annunciato di aver colpito, a scopo difensivo, postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull'isola di Qeshm. Il Centcom ha inoltre confermato l'abbattimento di quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito "basi nemiche" nella regione con missili aerei dopo i raid statunitensi. Nelle stesse ore il Kuwait ha riferito di essere stato bersaglio di attacchi con missili e droni, intercettati dalle difese aeree nazionali. Anche in Bahrein sono scattate le sirene d'allarme e le autorità hanno invitato la popolazione a raggiungere luoghi sicuri, mentre i voli sono stati temporaneamente sospesi.
Il ministero degli Esteri del Bahrein ha condannato gli attacchi contro il proprio territorio e contro il Kuwait, sostenendo che sette missili sarebbero stati intercettati dai due Paesi. "Il ministero degli Esteri condanna fermamente i nuovi attacchi" e "questa palese aggressione costituisce una violazione della sovranità di entrambi i Paesi".
Sul piano diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che i dirigenti iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo perché sono "forti" e "orgogliosi", ma che "non hanno altra scelta" se non arrivare a un'intesa. Da parte iraniana, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha ribadito la richiesta di sbloccare almeno metà dei beni congelati nell'ambito di un eventuale accordo di pace. Trump ha inoltre stimato che all'Iran resti tra il 21 e il 22 per cento del proprio arsenale missilistico.






