Il terrore piomba nel cuore di Berlino al termine di una giornata di festa, musica e diritti. Intorno alle ore 22, la celebre sfilata del Christopher Street Day (Csd) – uno dei Pride LGBTQ+ più imponenti d'Europa che ha richiamato in città centinaia di migliaia di persone – si è trasformata in un incubo. Un veicolo bianco (indicato dai testimoni come un furgone o un Suv) ha fatto irruzione ad alta velocità – stimata a circa 80 chilometri orari – all'interno dell'area del parco cittadino di Tiergarten, nei pressi di Lennestrasse e Potsdamer Platz, travolgendo brutalmente la folla che stava ancora festeggiando.

Il bilancio attuale è di una donna deceduta in ospedale a causa delle lesioni riportate e 16 feriti, di cui tre in imminente pericolo di vita, otto con traumi gravi e cinque lievi. Dopo aver travolto la gente e finito la sua corsa contro un albero, il conducente è sceso dal mezzo brandendo un'arma da taglio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori grazie ai testimoni, l'attentatore avrebbe aggredito e ferito altre persone a fendente prima di dileguarsi a piedi tra la vegetazione e le vie limitrofe.

In tutta la capitale tedesca è scattata una massiccia caccia all'uomo con il coordinamento dell'unità speciale antiterrorismo. La polizia ha identificato e diffuso la foto di un principale sospettato: si tratta di Abdul B., un ragazzo di 21 anni noto alle autorità per la sua vicinanza a circoli e ambienti dell'estremismo islamista. Il giovane, uscito dal riformatorio nel maggio scorso e con parenti residenti a Berlino, risulta al momento latitante. Gli agenti hanno già perquisito d'urgenza un appartamento a Schöneberg ma lo hanno trovato vuoto, mentre le forze dell'ordine hanno aperto un portale telematico dedicato per raccogliere foto, video e segnalazioni da parte dei cittadini.

L'evento è stato immediatamente interrotto dagli organizzatori che hanno invitato la folla a evacuare e fare ritorno a casa. Sul luogo del massacro sono intervenuti vigili del fuoco, decine di ambulanze e pattuglie che hanno transennato l'intera area compresa tra Potsdamer Platz e il tunnel del Tiergarten per eseguire i rilievi scientifici.

Sull'attacco sono intervenuti con fermezza i vertici delle istituzioni tedesche. Il Cancelliere Friedrich Merz, tenuto costantemente aggiornato dal ministro dell'Interno Dobrindt, ha espresso profondo cordoglio per le vittime parlando di un «atto abominevole» che verrà punito con massima determinazione. Dura anche la ferma condanna del sindaco di Berlino, Kai Wegner: «Berlino è la città della libertà e oggi la nostra società libera, tollerante e cosmopolita è stata attaccata nel modo più terribile e brutale».