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Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran con lo Stretto di Hormuz al centro della crisi. Nella notte gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro obiettivi iraniani, spiegando di voler ridurre la capacità di Teheran di colpire le navi nello Stretto. L'Iran ha risposto con attacchi contro basi americane in Giordania, Bahrein e Kuwait.
Secondo la Bbc, da ieri sera i transiti attraverso Hormuz si sono praticamente azzerati. Intanto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha avvertito che Teheran non rispetterà più il memorandum d'intesa con Washington qualora gli Stati Uniti non ne osservassero gli impegni.
Donald Trump ha ribadito che "Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran", annunciando il ripristino del blocco alle sole navi iraniane e affermando che gli Stati Uniti saranno "i custodi dello Stretto di Hormuz". Di segno opposto la posizione dell'Iran, secondo cui, "a causa delle recenti azioni ostili delle forze statunitensi, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile".
L'escalation ha avuto ripercussioni anche sui mercati, con il prezzo del petrolio in forte aumento: sia il Brent sia il Wti hanno registrato rialzi superiori al 4%. Nel frattempo gli Houthi, secondo i media iraniani, hanno lanciato sei missili contro l'aeroporto saudita di Abha, mentre l'Unione europea ha ribadito la necessità che lo Stretto torni aperto alla navigazione senza pedaggi.






