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Il viaggio di Papa Leone XIV nel cuore dell'Africa continua a scuotere le coscienze, non solo per la forza delle sue parole contro le derive autoritarie, ma anche per la ferma volontà del Pontefice di sottrarsi alle logiche della contrapposizione politica globale. Giunto in Angola dopo le tappe in Algeria e Camerun, il Papa ha lanciato un monito durissimo contro chi usa il potere per asservire le anime, chiarendo al contempo la sua posizione rispetto alle recenti tensioni con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Secondo il Pontefice, esistono "despoti e tiranni del corpo e dello spirito" il cui obiettivo è "rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all'inerzia, docili e asservite al potere". Il Papa ha esortato i popoli africani, e con essi il mondo intero, ad alzare la testa contro la rassegnazione. Nel suo discorso, ha elencato i "rifugi" illusori in cui l'umanità si nasconde quando perde la speranza: "Ci rifugiamo nel fanatismo, nella sottomissione, nel frastuono mediatico, nel miraggio dell'oro, nel mito identitario. Il malcontento, il senso di impotenza e di sradicamento ci separano invece di metterci in relazione".
Senza fare nomi espliciti, ma con un riferimento chiaro alle dinamiche populiste globali, il Papa ha denunciato come oggi molti Paesi utilizzino il meccanismo politico di "esasperare, esacerbare e polarizzare".
La risposta della Chiesa, per Leone XIV, deve essere diametralmente opposta: "Noi dobbiamo ricucire". Il cuore del rinnovamento risiede nella gioia e nell'incontro: "Senza interiorità non c'è liberazione; senza incontro non c'è politica; senza l'altro non c'è giustizia".
Tuttavia, è stato il rapporto con la Casa Bianca a dominare l'attenzione dei media internazionali. Durante il volo verso Luanda, il Papa ha voluto spegnere sul nascere ogni ipotesi di uno scontro diretto con Donald Trump, definendo le tensioni descritte dalla stampa come frutto di una "certa narrazione che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti".
"Non sono affatto interessato a dibattere con lui", ha dichiarato Leone XIV ai giornalisti. Il Pontefice ha inoltre precisato che i suoi discorsi, percepiti da molti come una risposta alle posizioni del presidente americano, erano stati preparati almeno due settimane fa, dunque "ben prima che Donald Trump commentasse su me e sul messaggio di pace che sto promuovendo".
L'obiettivo del viaggio rimane pastorale e non elettorale o polemico: "Proseguiamo il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo per promuovere la fraternità. Nulla di più".





