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In Cina si registra un’ondata estiva anomala di Covid-19. Nel corso del mese di luglio, il paese ha rilevato circa 79.000 casi con 130 forme gravi, portando il virus a superare l'influenza e a posizionarsi al primo posto tra le sindromi respiratorie per la prima volta dall'inizio dell'anno.
Secondo i dati del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), il tasso di positività ai test per i pazienti sintomatici è cresciuto progressivamente nelle ultime settimane, passando dal 16,3% registrato a metà mese fino al 20,3% dell'ultima settimana di luglio, con un'incidenza maggiore nelle province meridionali e nella fascia d'età tra i 15 e i 59 anni.
A guidare l'aumento dei contagi è la variante Omicron NB.1.8.1, la cui trasmissione ha raggiunto un livello definito "moderato" dalle autorità sanitarie. Sebbene la diffusione del virus nei mesi estivi abbia sollevato interrogativi tra gli esperti — abituati a picchi prevalentemente invernali e primaverili —, i medici spiegano che le alte temperature spingono la popolazione a trascorrere più tempo in ambienti chiusi e climatizzati, creando condizioni di contagio del tutto simili a quelle dei mesi freddi.
Nonostante il rialzo della curva, il CDC e il Ministero della Salute cinese rassicurano la popolazione: si tratta di una normale fluttuazione periodica con un'intensità analoga a quella degli ultimi due anni, che non sta provocando pressioni sulle strutture ospedaliere. La maggior parte dei pazienti presenta sintomi lievi e non vi sono indicazioni di varianti ad alto rischio. Le autorità raccomandano comunque l'uso della mascherina nei luoghi affollati e negli ospedali, rivolgendo un appello ad anziani e soggetti fragili affinché effettuino i richiami vaccinali.







