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La Sardegna del turismo di lusso punta su autenticità, servizi personalizzati ed esperienze legate al territorio, oltre il richiamo delle spiagge. È il quadro emerso dalla tavola rotonda organizzata dal Chapter Bocconi Alumni Cagliari insieme al Topic Fashion, Luxury & Design della Bocconi Alumni Community, all'Abi d'Oru di Marinella, con la moderazione di Emanuela Prandelli, docente dell'Università Bocconi.
La Costa Smeralda attraversa una fase particolarmente positiva, con una stagione che si estende fino alla fine di ottobre. A trainare il settore contribuiscono anche i collegamenti aerei internazionali. «Dopo la Delta Airlines, anche la United ha voluto pubblicizzare il volo Olbia-New York in maniera diversa, con il numero 100 dei centenari, quindi con la longevità, posizionandoci per la prima volta al di là delle spiagge», ha spiegato Mario Garau, direttore dello sviluppo rotte dell'aeroporto di Olbia Costa Smeralda. L'aviazione generale ha registrato 15mila movimenti tra arrivi e partenze nella stagione.
Un andamento confermato da Mario Ferraro, ceo di Smeralda Holding: «La destinazione Costa Smeralda non ha mai vissuto un periodo così florido con una grande estensione della stagione che finisce a fine ottobre». Nel segmento del lusso, ha aggiunto, i clienti cercano «riservatezza, spazio e ambienti protetti».
La nuova domanda richiede però un'offerta capace di andare oltre l'ospitalità tradizionale. «Gli ospiti cercano esclusività e stupore, vogliono scoprire davvero il territorio, i loro artigiani», ha sottolineato Diana Zuncheddu, amministratrice delegata dell'Abi d'Oru Beach Resort & Spa, evidenziando la necessità di creare una rete tra gli operatori. Un'evoluzione riscontrata anche da Roberto Paddeu, co-founder ed executive chef di Frades, che ha osservato come la clientela ricerchi prodotti di nicchia arricchiti da una dimensione esperienziale.






