È una storia che arriva da un remoto passato quella contenuta nelle due pietre ritrovate a Ovodda nel corso di alcuni lavori agricoli in un terreno privato nelle campagne del paese.

PIETRE ISTORIATE

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro ha recuperato a le due grandi pietre dette "istoriate" proprio perché scolpite con figure e motivi a oggi di difficile comprensione, ma chiaramente individuabili.

Le operazioni di recupero e trasferimento sono state coordinate dall'archeologa Pina Corraine, dalla restauratrice Sofia Bertolini e dall'assistente tecnica Giannella Peruzzu. Le superfici dei due grandi massi presentano incisioni curvilinee e concentriche organizzate attorno a un elemento circolare centrale. Secondo le prime osservazioni, i solchi sono stati realizzati artificialmente, con strumenti litici.

La Soprintendenza considera i reperti preistorici e li colloca, in via preliminare, in un contesto di frequentazione dell'area almeno dal IV millennio a.C. Attenzione però: questo non equivale ancora a una datazione scientifica precisa delle due pietre.

COSA RAPPRESENTANO?

Non è ancora chiaro cosa rappresentino le incisioni e qualsiasi ipotesi sarebbe precoce. È forse presente un richiamo al Sole? L'omaggio a una o più divinità, la raffigurazione di una serie di astri o lo schema di un primitivo calendario? O è forse una forma di scrittura ancora sconosciuta? Si tratta di pietre che facevano parte di un complesso tombale o erano forse altari?

Il restauro e lo studio previsti nei prossimi mesi dovranno stabilire anche come fossero originariamente collocate, se le superfici fossero eventualmente colorate e se facessero parte di un complesso monumentale.

UN TERRITORIO ABITATO FIN DALL'ANTICHITÀ

Il dato davvero importante, per ora, è il confronto con il contesto archeologico di Ovodda. Il territorio non è nuovo alla presenza di monumenti preistorici: sono già documentati, per esempio, i menhir di Pedras Fittas, associati a una frequentazione umana dell'area e a materiali archeologici comprendenti ossidiana, selce e ceramica attribuita alla cultura di Ozieri.

Le due pietre costituiscono certamente una nuova testimonianza della presenza e dell'attività umana preistorica nel territorio di Ovodda, con incisioni intenzionali di forma geometrico-curvilinea.