Le loro gesta hanno segnato la storia. Le loro intuizioni, le loro parole, la loro memoria ha valicato i secoli ispirando generazioni e favorendo un senso di appartenenza che ancora oggi si conserva anche grazie alla traccia lasciata dal loro passaggio. Ma che aspetto avevano i grandi sardi del passato? Qual era il loro viso? Cosa comunicava il loro sguardo? Incutevano soggezione o trasmettevano serenità?

Abbiamo provato, in un esercizio di puro diletto e senza alcuna finalità scientifica, a interpellare l'intelligenza artificiale su quale potrebbe il volto dei protagonisti della storia politica, sociale e culturale della Sardegna di cui oggi non esistono fotografie, ma si conservano solo ritratti o illustrazioni realizzate in epoche successive. Ecco il risultato.

ELEONORA D'ARBOREA

Eleonora d’Arborea (1347-1404) fu giudicessa d’Arborea, una delle figure più importanti della storia medievale sarda. Governò il giudicato e promulgò la Carta de Logu, raccolta di leggi tra le più avanzate dell’Europa medievale.

AMSICORA

Amsicora fu un aristocratico e condottiero sardo del III secolo a.C., protagonista della grande rivolta contro Roma del 215 a.C. Alleatosi con Cartagine, guidò numerose popolazioni sarde nella lotta per liberare l’isola dal dominio romano. Vecchio e malato, si suicidò dopo la sconfitta.

GIOVANNI MARIA ANGIOY

Giovanni Maria Angioy fu un funzionario del Regno di Sardegna poi protagonista della rivolta sarda contro il dominio sabaudo. Nel 1796 guidò la sollevazione antifeudale, marciando verso Cagliari. Fallito il tentativo, fu costretto all’esilio in Francia, dove morì nel 1808.

PADRE LUCA CUBEDDU

Padre Luca Cubeddu (1748-1828), nato a Pattada, fu sacerdote scolopio e poeta in lingua sarda. Maestro di grammatica, è considerato una figura centrale della poesia sarda settecentesca e tra i principali esponenti dell’Arcadia isolana. Morì a Oristano.

ADELASIA DI TORRES

Adelasia di Torres (circa 1207-1259) fu giudicessa di Torres e ultima sovrana della dinastia dei Lacon-Gunale. Sposò Enzo, figlio dell’imperatore Federico II, ma il matrimonio segnò l’inizio della crisi del giudicato. Morì a Burgos, lasciando il regno senza eredi.

OSPITONE

Ospitone fu il capo dei Barbaricini, popolazioni della Sardegna interna, nel VI secolo. È noto soprattutto grazie a una lettera di papa Gregorio Magno del 594, che lo indica come cristiano e "dux barbaricinorum" (condottiero dei barbaricini) e lo esorta a favorire la conversione del suo popolo.

SANT'EFISIO

Non sardo di nascita (proveniva da Gerusalemme), ma il martire cristiano Sant’Efisio è uno dei santi più venerati in Sardegna tanto da essere divenuto patrono di Cagliari. Secondo una tradizione raccolta nella Passio dell’XI secolo, fu un soldato orientale convertitosi al cristianesimo durante le persecuzioni di Diocleziano e martirizzato a Nora nel 303. Il suo culto è attestato in Sardegna fin dall’alto Medioevo.