Con il rientro a scuola ormai alle porte, si riaccende il dibattito sulle condizioni degli istituti e, in particolare, sulle temperature troppo elevate nelle aule. A intervenire è Gianna Fracassi, segretaria della Flc Cgil, che pone il tema della sicurezza degli studenti e del personale.

"Se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 su salute e sicurezza e le temperature sono troppo alte in classe, non inizino le lezioni, non è possibile fare scuola a queste condizioni: hanno avuto tre mesi per fare dei lavori e non hanno fatto nulla, in alcuni territori è invivibile stare 5-6 ore in classe in 20-30 persone. Ci sono delle ragioni che valgono per tutti, non solo per i cantieri in mezzo alla strada; il tema c'è, scelgano le soluzioni che vogliono ma scelgano".

Secondo Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola, modificare il calendario scolastico non sarebbe la risposta al problema delle temperature sempre più elevate. "Non pensiamo che ritoccare il calendario scolastico sia la soluzione al problema del caldo eccessivo", spiega, dicendosi favorevole a una revisione solo se affrontata in modo strutturale. Tra le criticità, anche l'impatto sulle famiglie con genitori lavoratori. "La vera soluzione sarebbe agire sugli edifici scolastici, rendendoli più adeguati al clima che cambia con un piano di interventi ad hoc". Per Fratta, il caldo non è più un'emergenza occasionale, ma una condizione costante da affrontare con una strategia complessiva.

Intanto, per studenti e famiglie è iniziato il conto alla rovescia verso la prima campanella, mentre da oggi, 1° settembre, gli insegnanti tornano alle prese con gli adempimenti che precedono l'avvio delle lezioni.

Per l'anno scolastico 2026/2027, la data di rientro non sarà uguale in tutta Italia: sono infatti le Regioni a stabilire l'inizio e la conclusione delle lezioni, oltre agli eventuali giorni aggiuntivi di chiusura. Le festività nazionali e gli esami sono invece regolati dall'ordinanza del ministero dell'Istruzione.

I primi a tornare in classe saranno gli studenti di Bolzano, il 7 settembre. Il 10 settembre toccherà a Valle d'Aosta, Veneto e Trentino. Il 14 settembre rientreranno gli studenti di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il 15 settembre sarà la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il 16 settembre rientreranno gli studenti di Abruzzo, Basilicata e Sardegna, mentre in Puglia la prima campanella suonerà il 17 settembre.