Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio e Vieste: sono queste le principali comunità marine che compongono il network G20Spiagge, che da sole attraggono circa 55 milioni di presenze turistiche, pari a oltre il 12% del totale nazionale.

Si è conclusa a Bibbona la due giorni di lavoro del network, che riunisce alcune delle principali destinazioni balneari italiane, con particolare attenzione ai temi della governance del turismo, della fiscalità locale e della sostenibilità dei servizi nei territori a forte pressione stagionale.

Per la Sardegna erano presenti due realtà: Alghero e Arzachena, entrambe portatrici delle specificità delle destinazioni turistiche insulari, caratterizzate da forti flussi stagionali e da una marcata concentrazione delle presenze nei mesi estivi.

Per la città catalana della Sardegna era presente l’assessore al Demanio Enrico Daga, accompagnato dal dirigente Pietro Nurra, che ha ribadito la necessità di strumenti adeguati per gestire territori “a fisarmonica”, che nei mesi estivi vedono moltiplicarsi presenze e carichi sui servizi pubblici.

"Nel confronto tra le città del network - riferisce Daga - il focus è stato chiaro e non più rinviabile: fiscalità e governance del turismo. Esistono territori come il nostro che funzionano come vere e proprie città fisarmonica, che si espandono e si contraggono in base ai flussi, passando in poche settimane da una dimensione ordinaria a una pressione che moltiplica popolazione, servizi e responsabilità di noi amministratori e dell’apparato amministrativo. Non è per niente sostenibile - afferma -  gestire milioni di presenze con strumenti pensati per comunità stabili, standardizzate, con flussi e pressione abitativa costante. Si lavora insieme per una fiscalità capace di restituire ai territori parte del valore che producono e una governance che riconosca la complessità reale del turismo contemporaneo".

Il confronto si inserisce in un contesto di forte crescita del turismo nazionale. Nel 2024 l’Italia ha registrato oltre 139 milioni di arrivi e 466 milioni di presenze, con un incremento del 4,2% rispetto all’anno precedente. Un terzo delle presenze si concentra nei 389 comuni costieri, che pur rappresentando solo il 5% dei comuni italiani, si confermano motore centrale dell’economia turistica del Paese.

Proprio da questa consapevolezza nasce il dibattito sul disegno di legge sulle comunità marine, attualmente in discussione alla Camera, che punta a riconoscere uno status specifico ai territori ad alta intensità turistica.

"Si tratta spesso di territori con pochi residenti durante l’anno - ha sottolineato Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge e sindaca di Cavallino Treporti - ma che nei mesi estivi vedono moltiplicare la popolazione, con un impatto enorme sulla domanda di servizi pubblici. La legge a cui abbiamo contribuito verrà presentata nei prossimi giorni".

Dal confronto di Bibbona è emerso anche il tema del Fondo di Solidarietà Comunale, strumento che redistribuisce parte delle entrate fiscali tra i diversi territori, e la necessità di una revisione che tenga conto del peso reale delle località turistiche.

Presente anche l’assessore al turismo della Regione Toscana, Leonardo Marras, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di allungare la stagione turistica e di rafforzare la competitività internazionale delle destinazioni italiane.

La richiesta che arriva dal network è netta: non servono annunci, ma strumenti concreti. Il turismo costiero è una risorsa nazionale e, secondo gli amministratori, deve essere governato con politiche nazionali capaci di riconoscere il valore e il peso reale di queste comunità.