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La Sardegna si prepara ad affrontare un aumento record del 24,6% sul costo dell’acqua grezza, una misura che rischia di pesare fortemente su famiglie, imprese e agricoltori. A sollevare l’allarme è l’onorevole Emanuele Cera (FdI), consigliere regionale, che ha depositato un’interrogazione urgente definendo l’incremento «una stangata senza precedenti che potrebbe travolgere l’intero sistema economico dell’Isola».
«Altro che aggiornamento tariffario: questa è una scelta sbagliata, fuori tempo e pericolosa – afferma Cera – I numeri parlano chiaro: aumenti lineari, automatici e indiscriminati su tutte le categorie. Civile, agricolo, industriale. Tutti colpiti senza eccezioni». Secondo il consigliere, l’effetto immediato sarà un aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini di guadagno e il rallentamento degli investimenti. «Le imprese rischiano di perdere competitività e posti di lavoro», aggiunge.
La denuncia riguarda in modo particolare il settore agricolo e zootecnico, già provato dalle difficoltà economiche e dalle oscillazioni dei mercati. «Aumentare il costo dell’acqua significa meno produzione, meno reddito e maggiori rischi di chiusura per aziende che già lottano per sopravvivere», sottolinea Cera.
L’aumento arriva in un contesto di forte pressione economica globale, con energia e carburanti alle stelle e tensioni geopolitiche che hanno ripercussioni anche sulle rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz. «In una fase così delicata – continua Cera – servono scelte coraggiose e lungimiranti per sostenere l’economia. Qui invece si opera con superficialità, imboccando la strada opposta e generando un grave danno a cittadini e imprese».
Il consigliere chiede un intervento immediato della Giunta regionale, con una revisione dell’aumento basata su criteri di equità e gradualità. «Continuare così significa mettere in difficoltà l’intera Sardegna produttiva – conclude – L’acqua è vita, è lavoro, è sviluppo. Renderla insostenibile è una scelta che rischia di avere conseguenze gravissime. Se qualcuno pensa che i sardi possano reggere un altro colpo del genere, si sbaglia di grosso».
Secondo Cera, solo attraverso una riforma equilibrata delle tariffe sarà possibile evitare un impatto devastante sul tessuto economico dell’Isola, garantendo al contempo la tutela di famiglie e imprese. L’auspicio è che la Regione riveda la decisione, trovando soluzioni che contemperino necessità finanziarie e sostenibilità sociale ed economica.






