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Oltre 20mila euro l'anno durante la specializzazione, con l'impegno a partecipare ai concorsi e accettare incarichi nella sanità sarda dopo aver completato gli studi. È la misura regionale rivolta agli specializzandi di area sanitaria non medica delle Università di Cagliari e Sassari.
La Giunta regionale ha approvato le regole per assegnare l'indennità di disponibilità territoriale, un sostegno economico che accompagna la formazione e punta a trattenere nell'isola le competenze necessarie a rafforzare il sistema sanitario regionale.
"Vogliamo che chi si forma nelle nostre università possa costruire qui il proprio futuro professionale e contribuire alla sanità pubblica - dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde -. Per questo sosteniamo gli specializzandi durante gli studi e chiediamo loro un impegno preciso: partecipare alle selezioni e accettare gli incarichi per i quali si sono preparati. La Sardegna investe nella loro formazione perché ha bisogno delle loro competenze negli ospedali e nei servizi del territorio".
L'indennità sarà di 20.227 euro l'anno per i primi due anni di specializzazione e di 21.227 euro per gli anni successivi. I due atenei la verseranno mensilmente per l'intera durata del corso. Potranno beneficiarne gli specializzandi in possesso dei requisiti previsti iscritti al primo anno a partire dall'anno accademico 2025/2026.
Per finanziare la misura, la Giunta ha ripartito tra le università di Cagliari e Sassari oltre 6,6 milioni di euro nel triennio 2026-2028: 2.191.123 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e 2.288.123 euro per il 2028. All'ateneo di Cagliari sono destinati 1.352.037 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e 1.412.037 per il 2028; a quello di Sassari, rispettivamente 839.086 euro per ciascuna delle prime due annualità e 876.086 per la terza. Il beneficio è legato a un impegno sottoscritto dallo specializzando prima dell'assegnazione. Dopo il conseguimento del titolo, chi lo riceve dovrà partecipare ai concorsi e alle selezioni per i quali è richiesta la specializzazione conseguita, accettare gli incarichi eventualmente assegnati e prestare servizio per almeno trentasei mesi complessivi, anche non continuativi.





