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La tregua anticiclonica ha le ore contate: l'Italia si prepara a una rapida sequenza di perturbazioni atlantiche che riapriranno la porta dell'autunno più severo, culminando verso la seconda metà della settimana in un'intensa ondata di maltempo. Se nella giornata odierna, domenica 8 novembre, l'espansione dell'alta pressione garantisce prevalente stabilità al Centro-Nord a fronte di deboli piovaschi residui al Sud (5-10 mm tra Puglia, Basilicata e Calabria e massime fino a 20°C sulle Isole), il quadro sinottico muterà radicalmente a partire da domani.
Come spiegato dal meteorologo Mattia Gussoni de iLMeteo.it, da lunedì 9 novembre si aprirà un corridoio di correnti umide occidentali: il primo fronte bagnerà il Nord con piogge tra i 10 e i 20 millimetri giornalieri e nevicate sulle Alpi tra i 1.500 e i 1.700 metri (5-10 cm di accumulo). Tra martedì 10 e mercoledì 11 novembre l'instabilità scivolerà gradualmente verso la Liguria, le regioni centrali e la fascia tirrenica, con precipitazioni deboli o moderate, fungendo da apripista a un peggioramento di ben altra caratura.
L'apice del maltempo è atteso per giovedì 12 novembre, quando l'approfondimento di una profonda depressione innescherà rovesci estesi e persistenti al Centro-Nord, con accumuli stimati pari o superiori a 80-100 mm nelle 24 ore. Il sistema barico attiverà furiosi venti di Scirocco e Libeccio con raffiche fino a 70-90 km/h lungo le coste esposte e mareggiate con onde di 3-4 metri al largo. La quota neve salirà oltre i 2.000-2.100 metri, ma in alta quota (oltre i 2.200-2.300 metri) sono attesi tra i 30 e i 50 centimetri di neve fresca. Il richiamo caldo meridionale spaccherà infine l'Italia in due dal punto di vista termico, con massime invernali di 10-13°C al Settentrione e picchi quasi primaverili di 20-23°C al Sud. A ridosso dell'evento, la Protezione Civile valuterà nei bollettini ufficiali l'eventuale attivazione delle procedure di allerta per criticità idrogeologiche e idrauliche.





