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Monsignor Francesco Soddu è il nuovo vescovo di Sassari. L'annuncio, arrivato nella giornata di ieri, ha riempito di gioia la comunità ecclesiastica turritana che da quasi un anno aspettava un nuovo pastore per la sua Diocesi.
Il religioso, originario di Chiaramonti, torna a casa dopo una proficua esperienza a capo della Diocesi di Terni, in Umbria, dove era stato destinato da Papa Francesco nel 2021.
Nei mesi scorsi Sardegna Live, in un'intervista a Gildo Claps, aveva raccolto una interessante testimonianza sul vescovo Soddu e sulla sua onestà intellettuale.
IL CASO CLAPS
Gildo è il fratello di Elisa, la 16enne uccisa nel settembre 1993 a Potenza, il cui corpo senza vita è stato ritrovato il 17 marzo 2010, 17 anni dopo, nel sottotetto di una delle chiese simbolo del capoluogo lucano, quella della Santissima Annunziata, ultimo luogo nel quale era stata vista e dove, però, mai nessuno la aveva realmente cercata.
Ai funerali della ragazza don Marcello Cozzi tuonò davanti alla folla: «Perdono, Signore, perdono. Caino, fratello nostro che hai barbaramente spezzato la vita di Elisa, togli la pietra dinanzi a quel sepolcro di menzogne nel quale ti sei condannato a vivere per sempre. Togliete la pietra voi, uomini e donne senza nome ma dai nomi innumerevoli che avete coperto e nascosto il fuggiasco Caino. Fatevi svegliare dal ruggito del rimorso».
Per l’omicidio di Elisa è stato condannato nel 2011 Danilo Restivo, 21enne all’epoca dei fatti, che fin da subito, ma invano, venne sospettato per la scomparsa della giovane. A proteggere Restivo per quasi vent'anni l’omertà e la connivenza di diverse personalità della Potenza bene e l’atteggiamento ambiguo della sua stessa famiglia (il padre Maurizio era il direttore della Biblioteca nazionale potentina), della Curia locale e dello storico parroco della Trinità don Mimì Sabia.
MONSIGNOR SODDU E GILDO CLAPS
Proprio in merito alla mancanza di chiarezza anche da parte della Chiesa, Gildo Claps, intervistato da Sardegna Live, raccontò con gratitudine di un incontro con l'allora vescovo di Terni monsignor Soddu. «Una settimana fa ero al Festival del Cinema di Terni – dichiarò Gildo –, dove la serie tv Per Elisa è stata premiata come miglior serie dell'anno».
«Alla fine dell'incontro – ancora Claps – c’è stato un dibattito e dal pubblico si è alzata una persona: era il vescovo di Terni, il sardo monsignor Soddu. Ho pensato che stesse per innescarsi l’ennesima polemica, invece mi ha raccontato di essere stato per 15 anni parroco della cattedrale di Sassari e di come ne conoscesse ogni angolo, sottolineando come niente potesse accadere all’interno di quell’edificio senza che lui lo venisse a sapere».
«Così il vescovo ha posto questa domanda: "Quelle che hanno riguardato il caso di Elisa sono state semplici omissioni o c’è stata la volontà precisa di nascondere i suoi resti?". Il corpo di Elisa non può essere rimasto per 17 anni in quel sottotetto senza che nessuno sapesse. È un’evidenza investigativa, oltre che logica».







