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È passato ormai un anno e mezzo dalla scomparsa di Michael Frison, il 25enne inglese scomparso tra il 12 e il 13 luglio 2024 in Gallura, nelle campagne tra Luogosanto e Luras. Il giovane era arrivato in Sardegna il 2 luglio per fare visita ai nonni materni residenti a Sassari. Dieci giorni più tardi aveva raggiunto le campagne del nordest dell'Isola con un'amica scomparendo nel nulla.
Nonostante le ricerche siano ufficialmente ferme, la madre Cristina Pittalis non si rassegna e chiede nuovi accertamenti agli investigatori auspicando la collaborazione dell’Interpol. La donna ritiene che sarebbe fondamentale effettuare approfondimenti sulle mail e le comunicazioni social intercorse tra il figlio e l’amica Niomi, ultima ad averlo visto prima della scomparsa.
L'AMICA NIOMI
Michael e Niomi si erano conosciuti nell'estate del 2023, un anno prima della scomparsa, in Inghilterra dove il ragazzo lavorava come istruttore di nuoto in una piscina frequentata dalla giovane. I loro contatti erano andati avanti online.
Poi, mentre a luglio 2024 Michael si preparava per rientrare in Inghilterra dalla Sardegna, Niomi era comparsa nuovamente nella sua vita. Anche lei, infatti, si trovava nell'Isola in quei giorni e gli aveva chiesto compagnia in attesa che il padre la raggiungesse per fare insieme un tour della regione.
Il 25enne, allora, aveva ospitato Niomi in casa dei nonni a Sassari, trascorrendo con lei alcuni giorni e comunicando alla famiglia che avrebbe prolungato la sua permanenza in Sardegna.
IL TRASFERIMENTO IN GALLURA
Il 12 luglio i due avevano lasciato Sassari per raggiungere la Gallura, dove un'azienda agricola situata tra Luras e Luogosanto li aveva accolti offrendo loro vitto e alloggio in cambio di lavoro.
Quello stesso giorno la madre di Michael sentì il figlio telefonicamente per l'ultima volta, trovandolo "lucido e sereno" come dichiarato più avanti. Nelle ore successive, il giovane svanì nel nulla.
Al secondo giorno di permanenza, stando a quanto raccontato dall’amica Niomi, il ragazzo avrebbe compiuto una passeggiata per i boschi rientrando presso la tenda dove avevano dormito scalzo e con evidenti sintomi da insolazione. L'amica l'avrebbe invitato a riposare e idratarsi, ma il giovane si sarebbe nuovamente allontanato facendo perdere le sue tracce.
LA SCOMPARSA
L’allarme scattò però solo l'indomani. Gli indumenti di Michael vennero ritrovati a poca distanza dallo stazzo dove avevano trovato accoglienza i due giovani. Le ricerche furono imponenti: forze dell’ordine, pastori, volontari con in testa mamma Cristina impegnati per giorni a battere le campagne. I cani molecolari, dopo aver seguito una traccia chiara, smisero di captare l’odore di Michael.
La madre del giovane ha sempre respinto l'ipotesi dell'allontanamento volontario, essendo convinta del fatto che ci siano persone che sanno qualcosa ma stanno tacendo. Per questo, anche dopo la chiusura delle ricerche, ha continuato in solitaria a cercare il figlio fra i boschi e le montagne galluresi.
I PROPRIETARI DELL'AZIENDA AGRICOLA
La coppia tedesca proprietaria dell'azienda agricola presso la quale avevano trovato appoggio Michael e Niomi ha raccontato qualcosa di singolare. Michael avrebbe avuto a loro dire un'aura negativa, "una nuvola nera" sulla testa come se stesse attraversando una fase depressiva. Per questo il padrone di casa, poche ore dopo l'arrivo di Michael e Niomi, comunicò al ragazzo che avrebbe preferito che andasse via, non ritenendolo idoneo a svolgere lavori agricoli.
IL GIALLO DELL'ORTO
In un orto poco distante dallo stazzo da cui scomparve Frison, esattamente in quelle ore, accadde qualcosa di insolito. Il proprietario del terreno confinante con l'azienda al centro delle indagini, infatti trovò una panca scaraventata a terra e un po’ di confusione fra gli attrezzi. L’area era coperta da telecamere di videosorveglianza che però, raccontò il proprietario, proprio in quei giorni erano state disattivate.

