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La politica isolana è in lutto per la morte dello storico presidente della Regione sarda Pietrino Soddu.
L'ESORDIO IN POLITICA E I "GIOVANI TURCHI"
Nato a Benetutti nel 1929, dopo la laurea in Giurisprudenza si distinse all'interno della Democrazia Cristiana divenendone fin da giovane esponente di punta. Insieme a Francesco Cossiga, Antonio Giagu De Martini, Paolo Dettori e altri fece parte dei "giovani turchi", il movimento composto dai giovani politici sardi che alla fine degli anni '50 si affermarono inaspettatamente in occasione delle elezioni per il rinnovo del direttivo provinciale sassarese della Democrazia Cristiana. Fu una vera svolta generazionale nella politica democristiana sarda.
ASSESSORE REGIONALE
Consigliere comunale e sindaco del suo paese natale nel 1952, nel 1956 entrò a far parte del Consiglio provinciale di Sassari divenendo anche assessore. Fra il 1961 e il 1983 venne eletto per cinque legislature al Consiglio regionale. Più volte assessore regionale, assunse le deleghe all'Industria e alle Finanze, Artigianato e Cooperazione. Ma è come assessore alla Rinascita che partecipò attivamente al dibattito su come utilizzare l'autonomia per trasformare strutturalmente l'economia sarda modernizzandola progressivamente.
PRESIDENTE DELLA REGIONE
Tra il 1972 e il 1980 venne eletto per ben sette volte Presidente della Regione Sardegna e presiedette per tre volte la Giunta regionale. Nel 1983 divenne deputato con la DC, carica mantenuta fino al 1994, quando la Democrazia Cristiana si disciolse in seguito allo scandalo di Tangentopoli.
Soddu aderì al Partito Popolare Italiano e dal 1995 al 2000 guidò la Provincia di Sassari, sostenuto da una coalizione di centrosinistra.
COMANDINI: "ADDIO A UN VISIONARIO"
"La scomparsa di Pietrino Soddu è una grande perdita per tutta la Sardegna, non solo per il suo alto profilo politico ma per il grande uomo che è stato". Lo scrive il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Piero Comandini.
"Con lui – aggiunge Comandini – se ne va un pezzo di ciascuno di noi. Voglio ricordarlo così, nel nostro ultimo incontro quando, parlando di legge statutaria, si è dimostrato ancora volta un grande visionario e mi è stato di grande ispirazione e insegnamento. È stata per me una delle esperienze umane e professionali più importanti".




