Quasi cinque secoli di storia, fra tradizione e capacità di guardare al futuro. L’Università degli Studi di Sassari, nata nel 1562, è uno dei più antichi atenei d’Italia e da sempre rappresenta un punto di riferimento culturale e scientifico per la Sardegna. Dalle aule del centro storico ai moderni poli della ricerca, l’Ateneo ha accompagnato le trasformazioni dell’Isola, formando generazioni di studenti e contribuendo alla crescita del territorio. Una storia fatta di grandi docenti, rettori illustri e nuove sfide, con lo sguardo rivolto a un’università sempre più internazionale.

In queste settimane l'ateneo turritano è in fermento per le ormai imminenti elezioni del nuovo rettore che ne prenderà il timone per i prossimi sei anni. A sfidarsi per la guida di Uniss sono Omar Chessa (ordinario di Diritto costituzionale), Francesco Morandi (ordinario di Diritto del turismo), Giorgio Pintore (ordinario di Biologia farmaceutica) e Sergio Uzzau (ordinario di Microbiologia).

A raccontare l’evoluzione dell’Università di Sassari sono anche gli uomini che, nel corso dei secoli, ne hanno guidato il cammino. Rettori diversi per formazione, epoca e visione, ma accomunati dal ruolo di interpreti delle trasformazioni dell’Ateneo e della società sarda. Tra loro, alcune figure hanno lasciato un segno particolarmente profondo, diventando protagoniste non solo della storia dell’Università, ma di quella dell’intera Sardegna e d'Italia. Ecco chi sono i rettori più importanti in epoca moderna.

Antonio Maria Marras (1843-1846)

Fu una figura importante innanzitutto perché inaugurò la serie dei rettori dell'Ateneo dopo il ripristino della carica nel 1843. Le patenti sovrane del 27 settembre 1842 reintrodussero infatti la carica di rettore nelle università sarde. Professore di Istituzioni civili a Sassari dal 1819, dopo aver assunto la guida dell'Università avviò la fase di ricostruzione dell'Università ottocentesca aprendo alla "seconda vita" dell'Università di Sassari nell'età contemporanea.

Gian Maria Pisano Marras (1876-1881 e 1886-1887)

Incarnò molto bene il rapporto tra Università, società civile e classe dirigente sassarese. Professore di Diritto e Procedura penale, fu anche sindaco di Sassari, deputato al Parlamento subalpino e amministratore locale, come altri rettori dell'epoca fu dunque, contemporaneamente, protagonista della vita politica cittadina. La sua figura è la rappresentazione di un'Università che non fu istituzione isolata, ma uno dei luoghi di formazione della classe dirigente sarda.

Giovanni Dettori (1895-1896 e 1898-1908)

Divenne rettore per la prima volta in un momento di grande difficoltà per l’istituzione turritana, il passaggio delle università continentali e siciliane al grado di primarie che costituì per le università sarde uno stato d’inferiorità. Nel corso del suo secondo mandato l’ateneo sassarese ottenne il pareggiamento alle università di primo grado. Una conquista che ebbe da subito effetti positivi avviando una notevole crescita per l'ambiente accademico cittadino che si inserì nel più ampio contesto di sviluppo economico-sociale di Sassari nell’età giolittiana.

Angelo Roth (1908-1916)

Considerato il rettore più importante dell'età liberale. Medico algherese, professore di Clinica chirurgica e Patologia medica, Roth guidò l'Ateneo dal 1908 al 1916. Favorì il decollo dell'Università di Sassari nell'età giolittiana. Il suo rettorato fu caratterizzato da numerose realizzazioni e da un rafforzamento dei rapporti dell'Ateneo con il sistema universitario nazionale. La sua influenza andava oltre l'Università: fu deputato e nel 1916 lasciò il rettorato per diventare sottosegretario alla Pubblica Istruzione.

Antonio Segni (1944-1951)

È il rettore più celebre nella storia dell'Università di Sassari. Giurista e docente di Diritto processuale civile e Diritto commerciale, Segni assunse la guida dell'Ateneo nel 1944, dopo essere stato commissario straordinario del Governo nel 1943-44. Il suo rettorato coincide con la fase drammatica della guerra e soprattutto con la ricostruzione del secondo dopoguerra. Nel 1945 lasciò la funzione di rettore per assumere incarichi governativi, mentre Giovanni Costa esercitò le funzioni vicarie fino al 1951. La sua figura travalica naturalmente la storia dell'Ateneo: fu più volte presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica dal 1962 al 1964.

Giovanni Costa (1962-1968)

Professore di Diritto processuale civile, era stato vicerettore con funzioni vicarie negli anni del dopoguerra e aveva seguito, tra l'altro, la nascita e i primi passi della Facoltà di Agraria. Divenne rettore nel 1962 e rimase in carica per due trienni, fino al 1968. Durante il suo mandato gli iscritti passarono da 1.266 nell'anno accademico 1962-63 a 1.771 nel 1966-67, mentre l'Ateneo si avvicinava alla stagione della grande contestazione studentesca.

Antonio Milella (1973-1991)

Di origini leccesi, il suo rettorato ha toccato tre decenni e anche per questo è un nome chiave per capire la trasformazione dell'Università di Sassari contemporanea. Professore di Coltivazioni arboree e preside di Agraria, Milella fu rettore dal 1973 al 1991, per sei mandati consecutivi contribuendo in maniera determinante alla crescita dell'Ateneo. La sua gestione coincise con una forte espansione dell'Università: secondo la ricostruzione di Manlio Brigaglia, gli iscritti passarono dai 5.571 del 1973 ai 10.433 del 1992, mentre l'Ateneo ampliava strutture e offerta formativa. La storiografia lo descrive come un rettore dotato di un innovativo spirito manageriale e di grande equilibrio.

Giovanni Palmieri (rettore 1991-1997)

Traghettò l'Università nell'epoca dell'autonomia universitaria. Già prorettore dal 1988, divenne rettore nel 1991. Durante il suo mandato varò lo statuto della nuova autonomia universitaria affrontando una popolazione studentesca ormai notevolmente cresciuta. In questo periodo nacque anche il "Quadrilatero", destinato alle facoltà giuridiche, politiche ed economiche, e venne sviluppato il polo biologico di Medicina.

Alessandro Maida (1997-2009)

Rappresentò la grande espansione strutturale e internazionale dell'Ateneo tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila. Medico e professore di Igiene, arrivò a Sassari nel 1968 e fu preside di Medicina dal 1990 al 1997, prima di diventare rettore. Il suo rettorato fu caratterizzato da un importante programma edilizio, dall'incremento delle residenze universitarie e dei servizi agli studenti e dall'ampliamento delle strutture didattiche e scientifiche. Venne inoltre rafforzata la dimensione internazionale dell'Ateneo.

Attilio Mastino (2009-2014)

Fu il primo rettore proveniente dall'area umanistica dell'Ateneo, essendo professore di Storia romana. Il suo rettorato si colloca inoltre nella fase in cui l'Università consolidava la propria dimensione internazionale e affrontava le trasformazioni dell'università italiana successive alla riforma del 3+2. Mastino ebbe anche un ruolo importante nella valorizzazione della memoria dell'Ateneo: la pubblicazione Storia dell'Università di Sassari, curata da Antonello Mattone e uscita nel 2010, venne curata proprio durante il suo rettorato. Il suo mandato rappresentò un momento in cui l'Ateneo riflette sulla propria identità e sulla propria storia plurisecolare.