È morto a 98 anni, nella sua abitazione a Orune, il paese di cui era divenuto icona, Giovanni Porcu detto "Papassedda". Era un "mastru 'e pannu", depositario di un'arte che nel suo laboratorio era divenuta una cifra di stile e un fatto identità. Ha tracciato con la sua sartoria un solco fatto di antica sapienza e manualità sopraffina che i figli Luigi e Bachisio hanno saputo seguire, raccogliendo un'eredità preziosa e destinata a sopravvivere.

Le sue giacche di velluto liscio o rigato e i pantaloni "a s'isporta" hanno vestito per decenni gli uomini di Barbagia e non solo in occasioni di lavoro e di festa. Nel suo laboratorio di corso Repubblica a Orune nacque una storia che ha fatto scuola. Lo stile Papassedda era riconoscibile e apprezzato da tanti, non solo pastori e gente di campagna, ma professionisti affermati di tutti i settori che indossavano con orgoglio le sue creazioni anche al di fuori dell'Isola, addirittura all'estero.

Giovanni Porcu aveva appreso l'arte della sartoria fin da giovane, negli anni Cinquanta, poi si era messo in proprio avviando il laboratorio nel quale oggi lavorano i figli. Lontano dai circuiti della moda e dalla dimensione della pubblicità e dei social, in quel locale si è lavorato seguendo una linea originale e riconoscibile.

Martingale, carrè e risvolti curati nei minimi dettagli. Una qualità eccellente garantita dall'utilizzo esclusivamente di velluto Duca Visconti di Modrone. Nel passaggio di consegna fra le due generazioni di casa Porcu si era custodita la tradizione pur apportando, dove necessario, migliorie e aggiornamenti. Questo ha contribuito a saldare il rapporto di fiducia col cliente che, come raccontano i tanti che ricordano oggi Papassedda sui social, si sentiva sempre accolto da un sorriso amichevole e sincero.

Il funerale di Giovanni Porcu si è celebrato nel pomeriggio di oggi, 4 novembre, nella parrocchia Santa Maria Maggiore a Orune.