Il suono delle campane della chiesa di Sant’Andrea, a Tortolì, continua a far discutere. Nelle scorse settimane un cittadino ha presentato un esposto-denuncia per presunto inquinamento acustico, allegando una petizione sottoscritta da altre persone che hanno manifestato disagio per il suono proveniente dal campanile di via Amsicora.

In attesa di una revisione tecnica dell’impianto, necessaria per ridurre l’intensità sonora, il parroco don Piero Crobeddu ha disposto lo spegnimento delle campane, che da settimane non accompagnano più la vita quotidiana della comunità.

Sulla vicenda è intervenuta oggi la Diocesi di Lanusei con una nota intitolata “Il suono delle campane e le norme vigenti”, nella quale viene ribadito il valore religioso e comunitario delle campane.

"Il suono delle campane nelle nostre chiese continua a essere espressione del richiamo alla partecipazione alla vita liturgica della comunità cristiana. Esso rientra nell’ambito della libertà religiosa, nel rispetto comunque degli accordi stipulati con la Repubblica Italiana".

La Diocesi evidenzia come oggi sia necessario conciliare la tradizione con il rispetto delle norme e delle esigenze della popolazione: "Rispetto al passato, è emersa sempre più la necessità non solo di tutelare il suono delle campane ma anche di disciplinarlo, tenendo conto delle mutate condizioni sociali e della sensibilità e delle esigenze delle persone".

Nel caso specifico della chiesa di Sant’Andrea, la stessa Diocesi conferma che sono stati rilevati livelli sonori superiori a quelli consentiti: "Nella chiesa di Sant’Andrea in Tortolì è stato rilevato che la potenza del suono delle campane (decibel) supera quanto previsto dalle normative vigenti, ed è per questo che l’adeguamento del suono non solo è necessario, ma è anche doveroso e rispettoso di tutta la popolazione".

La nota affronta anche le polemiche emerse in seguito alla diffusione della notizia: Risultano pertanto non solo impropri i commenti che hanno accompagnato la suddetta comunicazione – addirittura nella ricerca di possibili colpevoli di tale scelta – ma è sconfortante prendere atto di quanto la libertà di espressione diventi talvolta occasione per offese e riferimenti che fanno torto al buon senso e denotano ignoranza delle norme".

Infine, la Diocesi conferma la volontà di portare avanti il percorso già avviato: "La Diocesi conferma che la procedura seguita è corretta, comunicando che intende incoraggiare e portare a termine il percorso avviato per disciplinare il suono delle campane, nel rispetto delle persone e della comunità cristiana”.