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Quasi un mese lontano dai controlli, poi la decisione di presentarsi spontaneamente ai carabinieri. Si è conclusa nelle campagne di San Vito la latitanza di Roberto Arzu, 59enne di Arzana condannato a 7 anni e 4 mesi per traffico di stupefacenti. L'uomo si è consegnato nel pomeriggio di ieri ai militari del Nucleo operativo del Comando provinciale di Nuoro, accompagnato dal proprio legale, in una zona non lontana dalla statale 125.
La vicenda era iniziata il 6 ottobre scorso, quando Arzu aveva fatto perdere le proprie tracce dopo aver manomesso e rotto il braccialetto elettronico. Il dispositivo gli era stato applicato durante il periodo trascorso agli arresti domiciliari, misura cautelare disposta nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Mino Marongiu, nella quale il 59enne è indagato per favoreggiamento.
La fuga era coincisa con una giornata particolarmente importante sul piano giudiziario. Proprio il 6 ottobre, infatti, la Corte di Cassazione avrebbe dovuto pronunciarsi sul ricorso relativo alla condanna a 7 anni e 4 mesi per traffico di stupefacenti. L'udienza era stata tuttavia rinviata a causa dell'indisponibilità del giudice relatore.
Secondo quanto riferito dallo stesso Arzu ai carabinieri al momento della costituzione, la sua intenzione non sarebbe stata quella di sottrarsi definitivamente alla giustizia. L'uomo avrebbe programmato di raggiungere Tempio Pausania per consegnarsi dopo la pronuncia della Suprema Corte, ma il rinvio dell'udienza avrebbe modificato i suoi piani, dando inizio al periodo di irreperibilità.
Dopo quasi quattro settimane, la latitanza si è conclusa con la presentazione spontanea nelle campagne di San Vito, dove Arzu è arrivato accompagnato dal suo avvocato.
Per il momento il 59enne è tornato agli arresti domiciliari, in attesa della nuova udienza davanti alla Cassazione, fissata per il prossimo 30 dicembre. Sarà quella la data in cui i giudici dovranno pronunciarsi sulla sua condanna per traffico di stupefacenti.





