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Delusione e amarezza profonde segnano una vicenda che ferisce nel profondo non solo una famiglia, ma la memoria stessa di un uomo e il legame con la sua comunità. Attorno all’ultimo viaggio di Bernardo Zizi (morto all'età di 97 anni ad agosto 2025) si sono rincorse, in questi giorni, voci e ricostruzioni ritenute dalla famiglia false e ingiuriose, che hanno reso ancora più doloroso un passaggio già difficile.
Per questo i familiari hanno scelto di rompere il silenzio e affidare a una lettera il proprio punto di vista: "per ristabilire la verità", chiarire le ragioni della decisione di trasferire le spoglie da Onifai a Ottana e difendere, con fermezza, la dignità e la memoria del grande poeta.
La lettera della famiglia di Bernardo Zizi: "L’ultimo viaggio di Bernardo Zizi: la verità sull’addio a Onifai"
"Ai cittadini di Onifai, agli amici di Bernardo e a tutto il mondo della cultura sarda.
Sentiamo il dovere morale, come famiglia di Bernardo Zizi, di fare chiarezza sulla dolorosa decisione di trasferire le spoglie di nostro padre dal suo paese natale, Onifai, al cimitero di Ottana.
Lo facciamo per rispetto alla sua memoria e per smentire con forza le voci false e ingiuriose che circolano in questi giorni.
Qualcuno in malafede ha detto che la nostra famiglia avrebbe preteso che il Comune di Onifai si facesse carico delle spese per il monumento funebre.
Questa è una autentica menzogna. La nostra famiglia ha regolarmente acquistato il lotto di terra in cimitero con risorse proprie, con l’unico desiderio di dare a Bernardo una dimora degna della sua grandezza.
Solo dopo l’acquisto, abbiamo scoperto con amarezza che il Comune non intendeva garantire la natura perenne di quella sepoltura. Nonostante la possibilità di una semplice delibera comunale - un atto di ordinaria amministrazione che avrebbe garantito al "Poeta di Onifai" un posto eterno nel suo paese - ci è stato risposto che dopo un certo numero di anni la salma sarebbe stata spostata nella zona destinata all'ossario comune.
Bernardo Zizi ha portato il nome di Onifai in tutto il mondo, onorando la nostra terra con la sua arte e la sua poesia.
Trattare la sua memoria come una pratica burocratica a scadenza è un’offesa non solo a lui, ma alla storia culturale di tutta la Sardegna.
Davanti alla chiusura dell’amministrazione di Onifai, abbiamo trovato nella comunità e nel Sindaco di Ottana, paese di sua moglie dove ha vissuto diversi anni felicemente, una lungimiranza e un rispetto profondi.
Ottana ha compreso il valore di accogliere e custodire per sempre un pezzo di storia sarda, offrendo un’area che ospiterà il monumento perenne a Bernardo, a beneficio delle generazioni future.
Nostro padre non ha lasciato Onifai per questioni di soldi, ma per questioni di rispetto.
Chi oggi mette in giro voci false per coprire una gestione amministrativa ottusa e priva di sensibilità culturale, ne risponderà davanti alla propria coscienza e ai cittadini.
La verità non scade mai. A differenza delle concessioni di questo Comune.
La Famiglia Zizi"









