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Due nuove auto Ford Puma Titanium per il servizio domiciliare erogato dall’unità operativa Hospice Cure Palliative dell’ASL 3 di Nuoro sono state ufficialmente ieri mattina alla struttura diretta da Salvatore Salis, alla presenza del Direttore Generale Francesco Trotta.
Il nuovo acquisto finalizzato dall’Azienda Socio sanitaria Locale nuorese è l’esito della collaborazione e della generosità di tanti. L’ASL di Nuoro, infatti, riceve da parte di privati cittadini, da gruppi spontanei, ma anche da associazioni, numerosissime donazioni in denaro a favore dell’Hospice di Nuoro, con il fine consentire l’acquisto di beni per migliorare l’assistenza per i pazienti che usufruiscono delle cure da parte di tale struttura sanitaria.
Le auto consegnate hanno un valore complessivo di 48.662,65 euro iva inclusa e, come spiega il dottor Salis «andranno a sostituire i due automezzi utilizzati per le prestazioni domiciliari effettuate in tutto il territorio della ASL, immatricolati oltre 10 anni fa, oramai vetusti e con svariate problematiche di manutenzione». «Le due nuove autovetture – aggiunge il direttore dell’Hospice - sono moderne, comode, classe ambientale migliore e comunque più efficienti, anche in considerazione della tipologia di strade esistenti nel nostro territorio».
All’investimento per l’acquisto delle due autovetture si devono aggiungere i 40.000 euro già utilizzati per acquisto e installazione degli arredi della foresteria, mentre è già in programma la ristrutturazione dei servizi igienici delle camere dei degenti.
Per il Direttore Generale Francesco Trotta «questa operazione dell’ASL di Nuoro è stata resa possibile grazie a una solidarietà diffusa. Un grazie davvero sentito a tutti i cittadini e a tutte le realtà che si sono adoperate per la buona riuscita di questa iniziativa, a cominciare alle associazioni del terzo settore».
«Questa riuscitissima sinergia è simbolo di un’identità di visione e della fondamentale capacità di lavorare in rete per la cura ed il benessere dei pazienti. Il nostro sforzo quotidiano va nella direzione di incentivare la relazioni tra ospedale e territorio, tra ospedale e associazioni. Questa donazione è la dimostrazione che si può fare. Per fare bene e fare del bene», conclude.








