La notizia era circolata sui social destando sgomento e indignazione. Il busto in bronzo di Enrico Costa, una delle figure simbolo di Sassari, era scomparso dalla sua collocazione presso la tomba dello storico e scrittore situata nel Cimitero Monumentale della città.

IL BUSTO TRAFUGATO

A darne notizia era stata una pagina Facebook dedicata proprio al complesso storico-monumentale corrispondenTe alla vecchia area del cimitero comunale che sorge in zona Predda Niedda. "Non sappiamo quando sia successo, ma il vuoto sulla tomba si nota subito", avevano spiegato gli amministratori della pagina dopo aver scoperto il furto chiedendo il supporto di follower e istituzioni per far girare la notizia.

"Parliamo dell'uomo che più di tutti ha raccontato Sassari – proseguiva il post –, a lui dobbiamo romanzi come Il Muto di Gallura e l'opera monumentale Sassari, che hanno salvato dall'oblio storie, tradizioni e leggende sassaresi. Vedere violata la memoria di chi ha dedicato la vita a Sassari fa male. È l'ennesimo pezzo di storia portato via per pochi soldi".

IL RITROVAMENTO

Gli agenti della Squadra Volanti della Polizia di Stato si sono tempestivamente attivati per rintracciare il manufatto dal forte valore simbolico. In seguito a una segnalazione, sono riusciti a recuperare il busto sotto un cavalcavia che attraversa la Strada statale 127bis, in direzione Sassari.

"​Si conclude nel migliore dei modi una vicenda che aveva profondamente indignato l'intera città – ancora la pagina Facebook dedicata al Cimitero Monumentale di Sassari –. La segnalazione era partita ieri dopo un sopralluogo svolto da Associazione Quiteria che divulga da anni la storia di Sassari raccontando anche le opere custodite nella parte monumentale del nostro cimitero. Arrivati sulla tomba di Enrichetto, hanno fatto l'amara scoperta che ha portato poi all'eccezionale mobilitazione collettiva e così il busto in bronzo dedicato al celebre scrittore e storico sassarese è stato recuperato. ​A permettere la svolta decisiva è stata la segnalazione di una cittadina, che ha consentito agli agenti delle Volanti della Polizia di Stato di individuare l'opera lungo la strada statale 127bis, nascosta sotto un cavalcavia in direzione Sassari".

Non è chiaro perché i responsabili, dopo essersi introdotti nel cimitero, abbiano rimosso la scultura per poi abbandonarla in strada.

CHI È ENRICO COSTA

Enrico Costa (Sassari, 1841-1909) è una delle figure più significative della cultura sassarese tra XIX e XX secolo. Scrittore, giornalista, archivista e artista, fu una personalità poliedrica, profondamente legata alla propria città e impegnata nella conoscenza, nella conservazione e nella valorizzazione della sua memoria storica.

Dal 1895 al 1909 ricoprì l’incarico di archivista del Comune di Sassari. In questo ruolo si dedicò al recupero e al riordinamento dell’Archivio Antico, che raccoglieva documentazione relativa alla storia della città dall’epoca repubblicana a quella aragonese, spagnola e piemontese, fino al 1848.

Il suo lavoro contribuì alla salvaguardia di una parte fondamentale della memoria documentaria sassarese, segnata nei secoli da incendi, dispersioni e condizioni di conservazione precarie. Costa non fu soltanto un custode delle fonti, ma anche un interprete della storia e dell’identità urbana di Sassari. Attraverso i suoi scritti e le sue opere si interessò alle vicende della città, ai suoi luoghi, alle trasformazioni del tessuto urbano e alla conservazione delle testimonianze del passato. Particolarmente significativa fu la sua posizione a difesa dell’antico Castello Aragonese, che considerava una testimonianza importante della storia cittadina e che si oppose al progetto di demolizione.

Il Comune ha intitolato a Enrico Costa il proprio Archivio Storico Comunale, istituzione deputata alla conservazione, tutela, studio e valorizzazione del patrimonio documentario cittadino.