Il Comune di Bacoli si costituirà parte civile nel processo sulla morte di Giovanni Marchionni, lo skipper di 21 anni di Bacoli trovato senza vita la mattina dell'8 agosto del 2025 in uno yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, nel Comune di Olbia all'ingresso della Costa Smeralda.

Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha comunicato sui social che il Consiglio comunale "ha approvato l'ordine del giorno per chiedere la verità sulla morte del giovane".

"La città di Bacoli si costituirà parte civile nel processo per accertare cosa è successo quella maledetta notte di agosto - scrive il primo cittadino -. È un atto che approviamo all'unanimità. Perché tutto il popolo bacolese vuole essere al fianco della famiglia in questo tempo così doloroso. E per la mancanza di verità. Siamo fiduciosi sull'operato della magistratura".

Intanto, gli accertamenti condotti dal perito della Procura di Tempio Pausania sull'imbarcazione ancora sotto sequestro e ormeggiata a Portisco non sono ancora terminati. Il consulente Giuseppe Mangano tornerà a bordo martedì 17 febbraio per esaminare le batterie, l'impianto elettrico di bordo e i sistemi di ricarica dell'imbarcazione. Secondo la relazione autoptica e gli esami tossicologici e istologici depositati in Procura, la morte del giovane skipper Marchionni potrebbe essere stata causata dall'inalazione di acido solfidrico, un gas tossico.