Per quest'anno la Regione Sardegna metterà 14 milioni di euro a disposizione dei Comuni con oltre 20 mila abitanti per finanziare impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a servizio del patrimonio pubblico, in modo da favorire l'autoproduzione di energia. "La scelta di concentrare le prime risorse sui principali centri urbani dell'Isola nasce dalla volontà di massimizzare l'impatto degli investimenti pubblici", spiega l'assessore dei Lavori pubblici, Antonio Piu, che ha proposto una delibera approvata oggi dalla Giunta. "I grandi Comuni sono caratterizzati da consumi energetici particolarmente elevati e possiedono un potenziale significativo in termini di risparmio economico, riduzione delle emissioni e valorizzazione del patrimonio edilizio pubblico".

La misura, prevista dalla legge regionale sulle aree idonee a ospitare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, a n.20 del 2024, punta a promuovere l'autoconsumo energetico degli enti locali, ridurre la spesa pubblica per l'energia elettrica e accelerare il percorso di decarbonizzazione della Sardegna. Il progetto pilota sarà avviato con la pubblicazione di un avviso pubblico con la dotazione finanziaria iniziale e che potrà essere incrementata con risorse già stanziate nel bilancio regionale per le annualità 2027 e 2028, pari complessivamente ad altri 55,8 milioni di euro. Le risorse programmate nel triennio, quindi, ammontano a 69,8 milioni di euro.

Sono previsti contributi a totale copertura delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo elettrochimico, soluzioni tecnologiche per massimizzare l'autoconsumo e opere accessorie strettamente necessarie alla realizzazione degli interventi. Gli impianti finanziati dovranno essere dimensionati sulla base dei consumi reali delle utenze comunali e garantire una quota minima di autoconsumo pari al 70 per cento dell'energia prodotta.

"Ogni euro risparmiato sulle bollette dei comuni", evidenzia Piu, "potrà essere reinvestito dalle amministrazioni in servizi, manutenzioni e interventi a beneficio delle comunità locali. È una misura strategica che rafforza l'autonomia energetica degli enti pubblici e consolida il ruolo della Sardegna come territorio protagonista della transizione ecologica. Vogliamo costruire modelli virtuosi e replicabili che possano diventare un punto di riferimento per tutto il sistema degli enti locali sardi".

Le domande saranno valutate attraverso una procedura comparativa che premierà il livello di progettazione raggiunto, le percentuali di autoconsumo superiori alla soglia minima prevista e l'efficienza economica degli investimenti. Saranno inoltre previste specifiche premialità per gli enti che non abbiano beneficiato di analoghe misure di sostegno negli ultimi anni. La gestione dell'intero programma - precisa la Regione - sarà affidata all'unità di progetto 'Interventi per l'efficientamento energetico' dell'assessorato dei Lavori pubblici, che curerà l'avviso pubblico, l'istruttoria delle domande e la formazione della graduatoria.