Sono stati trasferiti tutti i detenuti sottoposti al regime di 41 bis presenti nel carcere di Terni. Secondo quanto riportato oggi dai giornali locali dell'Umbria, 30 detenuti hanno lasciato nel fine settimana la struttura penitenziaria per essere trasferiti in Sardegna.

Il reparto del carcere umbro destinato al cosiddetto "carcere duro" è quindi attualmente vuoto, in attesa di un eventuale nuovo utilizzo.

La notizia assume un particolare rilievo anche per la storia della sezione. Proprio qui, infatti, venne rinchiuso Bernardo Provenzano, storico boss di Cosa nostra, subito dopo il suo arresto.

Nel corso degli anni il carcere di Terni ha ospitato in regime di 41 bis diversi esponenti di spicco della criminalità organizzata. Tra questi anche Raffaele Cutolo, capo della Nuova camorra organizzata, e uno dei figli di Totò Riina.

Una curiosa coincidenza riguarda inoltre il periodo dell'arrivo di Provenzano a Terni. All'epoca la questura della città umbra era guidata da Luigi Savina, che in precedenza, nel ruolo di capo della Squadra mobile di Palermo, aveva partecipato all'arresto di altri importanti esponenti di Cosa nostra, tra cui Giovanni Brusca e Pietro Aglieri. Si tratta, tuttavia, di una coincidenza del tutto casuale.

Con il trasferimento degli ultimi detenuti, la sezione 41 bis di Terni resta dunque momentaneamente senza ospiti, mentre la struttura che per anni ha rappresentato uno dei luoghi di detenzione per alcuni dei più importanti boss mafiosi e criminali italiani si prepara a una nuova destinazione.