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"Il caro carburanti sta mettendo in difficoltà gli autotrasportatori e tutta la filiera che ogni giorno garantisce l'approvvigionamento della Sardegna. Dietro ogni camion ci sono lavoratori, piccole imprese e famiglie che non possono continuare ad assorbire costi crescenti senza certezze". Lo sostiene la segretaria generale della UIL Sardegna Fulvia Muru, intervenendo sul caro carburanti.
"Nella nostra Isola questi rincari si aggiungono ai costi del trasporto marittimo, alle difficoltà dei collegamenti e alle carenze infrastrutturali - precisa la segretaria -. Chi trasporta merci deve sostenere spese che aumentano prima ancora di incassare il pagamento del proprio lavoro. Per molte piccole realtà significa mettere a rischio la possibilità stessa di proseguire l'attività". Le conseguenze coinvolgono la logistica, i magazzini, le consegne, il commercio, l'agricoltura, la pesca e l'industria. "Quando aumenta il costo del trasporto, cresce la pressione sui prezzi dei prodotti e della spesa quotidiana. Il conto arriva così anche a lavoratori e pensionati, soprattutto a chi ha redditi medio-bassi e ha già visto ridursi il proprio potere d'acquisto - sottolinea Murru -. Servono interventi tempestivi per contenere il costo dei carburanti, sostegni realmente accessibili e tempi rapidi nell'erogazione degli aiuti. È anche importante che ci siano controlli sulla formazione dei prezzi e su eventuali fenomeni speculativi, insieme a condizioni contrattuali che riconoscano i costi effettivi del trasporto e garantiscano pagamenti puntuali".
Secondo la UIL Sardegna "bisogna sforzarsi per individuare misure concrete che tengano conto della condizione insulare e tutelino occupazione e continuità degli approvvigionamenti - evidenzia la segretaria generale -. Deve essere chiaro un punto, i maggiori costi non possono essere recuperati comprimendo salari, aumentando i carichi di lavoro o sacrificando manutenzione, riposi e sicurezza. Gli aiuti pubblici per le imprese devono accompagnarsi alla tutela del lavoro e al rispetto dei contratti collettivi. La Sardegna non può permettersi che trasportare merci diventi economicamente insostenibile - conclude Murru -. Difendere chi assicura questi servizi significa difendere il lavoro, le attività produttive e la possibilità delle famiglie sarde di acquistare beni essenziali a prezzi sostenibili".





