La Sardegna si conferma al terzo posto per la raccolta differenziata con il 76,5%, preceduta dall'Emilia Romagna con il 78,9% e dal Veneto con il 78,2%. Tuttavia, cala il numero dei Comuni rifiuti free e quelli che raggiungono l'obiettivo dell'80% di raccolta differenziata entro il 2029, come stabilito dall'aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Questi sono i risultati emersi dall'ottava edizione dell'Ecoforum Sardegna di Legambiente tenutasi a Cagliari, dove è stato presentato il dossier regionale "Comuni ricicloni".Secondo i dati elaborati da Legambiente e raccolti dall'Arpas relativi al 2024, in Sardegna ci sono 218 Comuni rifiuti free su un totale di 377, corrispondenti al 57,8% dei Comuni sardi, un dato in lieve calo rispetto all'anno precedente. Si tratta di Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata e mantengono la produzione di rifiuto secco residuo inferiore a 75 kg per abitante all'anno. I Comuni che raggiungono l'80% di raccolta differenziata sono scesi a 185 nel 2024 rispetto ai 206 del 2023, con oltre 37 territori che hanno superato il 79%. Da notare che i territori costieri continuano a ottenere buoni risultati, con 24 Comuni che superano o raggiungono l'80% di raccolta differenziata e 11 Comuni rifiuti free, due in più rispetto al 2023.Nel 2024, invece, si registra un aumento delle amministrazioni in Sardegna che non raggiungono ancora il 65% di raccolta differenziata, passando da 5 a 8 rispetto al 2023. Fra questi Comuni, c'è ancora Sassari che si ferma al 61% di differenziata. Tuttavia, si nota un progressivo passaggio alla raccolta porta a porta al posto dei cassonetti stradali, lasciando ben sperare per il futuro, in particolare per il 2025.

"In Sardegna - commenta Marta Battaglia, presidente regionale di Legambiente - una percentuale superiore al 30% dei rifiuti urbani prodotti risulta ancora gestita secondo un modello di economia lineare. A distanza di pochi anni dalle scadenze assunte dal Piano regionale, tutti gli sforzi devono essere orientati a valutare ed eventualmente adeguare gli strumenti in campo per incidere concretamente su tale valore e invertire la tendenza. In particolare, siamo convinti che gli strumenti di incentivazione tramite premialità legate all'introduzione della tariffa puntuale, insieme a un'azione coordinata e capillare di comunicazione per favorire la necessaria risposta quantitativa e qualitativa da parte delle comunità, residenti e fluttuanti, potranno far compiere alla Sardegna quel passo in avanti assolutamente alla portata della nostra regione".