Preoccupazione per il futuro occupazionale dello stabilimento Fluorsid di Assemini, nonostante il previsto riavvio della linea L3-R3 e l’aumento dei volumi produttivi di fluoruro. A esprimerla è il segretario provinciale dell’UGL Cagliari, Andrea Geraldo, dopo l’incontro tra la direzione aziendale e la RSU seguito allo stato di agitazione proclamato ad agosto.

«Non possiamo accettare che la strada per il risanamento economico o per la sostenibilità del futuro Piano Industriale passi unicamente per un progressivo e silenzioso depauperamento dell’organico, passato in meno di un anno da 143 a 126 unità», afferma Geraldo, richiamando anche l’aumento del costo delle materie prime, con lo zolfo indicato in crescita del 300%.

Il sindacato pone inoltre l’accento sulla sicurezza e sull’organizzazione del lavoro, chiedendo il ripristino immediato del secondo quadrista nella Sala Controllo FI2/4. «Aumentare la produzione e riavviare le linee senza adeguare presidi e organici in sala controllo significa minare la sicurezza operativa e gravare i lavoratori di responsabilità insostenibili.»

In vista del Piano Industriale, atteso entro dicembre 2026, l’UGL chiede anche l’intervento delle istituzioni e garanzie alla direzione. «Chiediamo la salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro e condizioni operative che mettano sempre al primo posto la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.»

«L'UGL Cagliari rimarrà al fianco dei lavoratori di Assemini e della RSU, pronta a mantenere alta la mobilitazione finché non giungeranno risposte concrete e rassicurazioni sul futuro industriale e occupazionale del sito», conclude Geraldo.