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Meno residenti, più turismo e oltre mille attività commerciali scomparse in quindici anni. È il quadro che emerge dal convegno “Centri storici – analisi e futuro”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna nell’aula consiliare del Comune di Cagliari, alla presenza di istituzioni, associazioni di categoria ed esperti.
Negli ultimi trent’anni il capoluogo ha perso circa 35mila abitanti, con un progressivo svuotamento delle aree centrali. Allo stesso tempo, però, il numero delle famiglie è cresciuto: dalle circa 67mila del 2003 si è passati alle 78mila attuali. Nuclei sempre più ridotti, spesso composti da anziani o da un solo genitore.
Sul piano economico il dato più critico riguarda il commercio: negli ultimi quindici anni nel centro storico di Cagliari hanno chiuso circa 1.200 imprese, che diventano 1.073 considerando solo quelle registrate. Un numero definito “impressionante”, che ricalca un andamento simile anche nel resto dell’area metropolitana.
Accanto alle chiusure, però, si registra una crescita mirata: +511 tra bar e ristoranti e +224 strutture ricettive. In totale, 735 attività in più legate a ristorazione e ospitalità. Una trasformazione che ha cambiato il volto dei quartieri storici, sempre più simili a “alberghi all’aperto”, mentre diminuiscono botteghe artigiane, mercati, fruttivendoli e negozi di vicinato. Molte delle nuove aperture, inoltre, hanno una durata breve, contribuendo a instabilità e a un generale peggioramento della qualità urbana.
Tra le criticità segnalate: monocultura commerciale, offerta omologata, insegne improvvisate o assenti, scarsa integrazione con il contesto, oltre a problemi di rumore, rifiuti e conflitti con chi ancora vive nei quartieri. Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, ha avvertito: “I centri storici vivono una profonda difficoltà sociale e culturale. Perdiamo in media cinque negozi al giorno, lasciando intere vie senza identità. Il rischio è una città monoculturale, schiacciata solo su turismo e ristorazione. Serve una svolta per il rilancio del commercio”.






