Ben tre sanzioni e diverse attrezzature di pesca sequestrate: è il bilancio dei maxi controlli contro il bracconaggio ittico nella laguna di Santa Gilla, dove nei giorni scorsi il Reparto Forestale di Cagliari, con il supporto dell’associazione AEOP e degli agenti ittici-zoofili di Sa Illetta, ha effettuato una serie di verifiche.

L’area, di proprietà demaniale, è concessa alla pesca esclusiva del Consorzio Ittico Santa Gilla. Nel corso dell’attività sono stati controllati numerosi pescatori e, secondo quanto riferisce il Corpo Forestale, sono emerse diverse irregolarità, tra cui la pesca senza licenza, l’attività all’interno dell’area in concessione senza la necessaria autorizzazione e l’utilizzo di strumenti non consentiti.

Gli agenti hanno inoltre riscontrato l'impiego di attrezzi professionali in assenza dei requisiti previsti e di strumenti non riconducibili alla pesca sportiva. Al termine dei controlli sono state elevate tre sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 2.300 euro.

Durante i controlli sono stati scoperti e sequestrati diversi strumenti occultati tra la vegetazione ripale, tra cui pale, retini, setacci, reti a sciabica, bertovelli irregolari, mute da sub e dispositivi galleggianti modificati per la pesca.

L'operazione si inserisce nelle attività istituzionali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna finalizzate alla tutela delle acque demaniali e dei siti appartenenti alla rete Natura 2000.

La tutela della laguna e della risorsa ittica

Il contrasto alla pesca abusiva assume particolare importanza anche sotto il profilo della tutela della risorsa ittica. Il prelievo effettuato illegalmente, infatti, è privo di tracciabilità e rende più difficile il monitoraggio delle risorse e la corretta gestione del compendio lagunare.

Il pescato ottenuto attraverso attività non autorizzate può essere immesso inoltre sul mercato senza i necessari controlli, con possibili conseguenze anche sul piano della sicurezza alimentare.

I controlli nella laguna di Santa Gilla proseguiranno dunque nell'ambito delle attività di vigilanza finalizzate a contrastare il fenomeno del bracconaggio e a garantire una gestione corretta e sostenibile della risorsa ittica.