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AGGIORNAMENTO DELLE 12:45. Avrebbero avuto l'intenzione di assaltare un furgone che trasportava ogni settimana 30 chili di oro verso un caveau di Arezzo, lingotti prodotti nella fonderia della Portovesme srl a San Gavino, nel Cagliaritano, e del valore di circa 6 milioni di euro. Sono stati però bloccati dalla Polizia prima che riuscissero a mettere in pratica il loro piano che, nell'ultimo periodo, avrebbe anche previsto di assaltare direttamente la fonderia (da qui il nome dell'operazione 'Golden Mole-la talpa d'oro).
Secondo la direzione distrettuale antimafia di Cagliari la banda, con un basista all'interno della fonderia ed esperto a rifondere l'oro, era composta da 11 persone che sono state raggiunte oggi, sabato 25 luglio 2026, da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tre le contestazioni: tentata rapina con la nuova fattispecie del 628 bis del codice penale sugli assalti ai portavalori, ma anche le ipotesi di detenzione e porto illegale di armi e ricettazione di più veicoli. Dieci mezzi, tra i quali un carro attrezzi, sono stati rinvenuti in un ovile a Isili, nel Medio Campidano, mentre altre basi operative erano state allestite nell'area industriale San Gavino (non lontano dalla fonderia) e a Busachi.
Per ora non sono state ritrovate le armi che sarebbero dovute essere utilizzate, secondo gli inquirenti, per l'assalto "che è stato più volte rimandato", ha spiegato in conferenza stampa dal procuratore della repubblica di Cagliari, Rodolfo Maria Sabelli. "Da maggio a oggi, gli indagati hanno svolto diversi sopralluoghi e incontri in varie località della Sardegna - ha spiegato - L'assalto per ragioni estranee al gruppo è stato rinviato una volta perché il furgone proveniente da Arezzo non si sarebbe imbarcato per la Sardegna, in un altro caso per un impedimento di uno dei presunti assalitori. Siamo intervenuti perché, dagli elementi che avevamo abbiamo ritenuto che il piano fosse in una fase avanzata tale da tentare l'assalto. Quindi abbiamo scelto di agire per prevenire non solo l'assalto e ma anche i pericoli e i rischi da questo derivante per l'incolumità delle dei cittadini, delle guardie, degli operatori pubblica sicurezza e dello stesso gruppo di assalto".
Da quanto emerso dalle indagini, la banda era radicata nella provincia di Cagliari, soprattutto il gruppo che aveva il compito di organizzare il colpo, poi nel Nuorese, in particolare Fonni e Arzana. In campo circa 130 uomini della polizia tra Squadre Mobili, Sisco di Cagliari ma erano pronti a intervenire anche i Nocs.
Dalle prime luci dell'alba, nelle provincie di Cagliari e Nuoro, è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Cagliari, per l'esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti indiziati di avere costituito un gruppo organizzato finalizzato alla pianificazione dell'assalto a furgoni portavalori e ad altri obiettivi di particolare rilevanza.
L'operazione, coordinata sul piano operativo dal Servizio Centrale Operativo, vede impegnati circa 130 uomini e donne della Polizia di Stato, appartenenti alle Squadre Mobili della Sardegna, al Reparto Prevenzione Crimine "Sardegna", alle U.o.p.i., al Reparto Volo, alle Unità Cinofile e ai Gabinetti regionale e provinciali di Polizia Scientifica.
I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma oggi nella Sala Biblioteca della Procura Generale presso la Corte di appello di Cagliari, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Cagliari e del Questore di Cagliari, nonché dei dirigenti degli Uffici investigativi che hanno svolto le indagini.





