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Nascere e crescere in un blocco di palazzi piuttosto che in un altro, a Cagliari, può tracciare un destino completamente diverso. A rivelarlo è l'ultimo report di Save the Children intitolato "I luoghi che contano", che fotografa una città spaccata a metà, dove la povertà economica si traduce quasi matematicamente in povertà educativa e dispersione scolastica.
Bambini, bambine e adolescenti che vivono nelle aree vulnerabili sono più esposti al rischio di povertà e di dispersione scolastica e hanno minori opportunità di accesso a spazi verdi e servizi ricreativi, con conseguenze sulle possibilità di futuro di ciascuno/a di loro.
A Cagliari quasi 1600 minori (1.588), il 9,3% del totale degli 0-17enni residenti in città, vive in un'area di disagio socioeconomico urbano (ADU). Nelle aree vulnerabili dei capoluoghi delle città metropolitane si registra in media una maggiore concentrazione di 0-17enni rispetto alla media del comune (il 16,7% della popolazione contro il 14,8%). A Cagliari si osserva l'opposto, la quota di 0-17enni nelle aree vulnerabili (10,8%) è leggermente inferiore rispetto alla media del comune (11,2%).
In queste aree - 5 individuate dall'Istat nel capoluogo sardo - il 42,2% delle famiglie vive in povertà relativa (+20,1 punti percentuali rispetto alla media dell'intero comune). Quasi uno studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 5 (il 18,9%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l'anno scolastico, una percentuale quasi doppia rispetto al 9,7% della media dell'intero comune; il 21,9% di chi frequenta l'ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (11,8 punti percentuali in più della media del comune del 10,1%); oltre un terzo dei 15-29enni (34,9%) non studia e non lavora, rispetto al 21,2% della media del comune (+13,7 punti percentuali).
"Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali. Per questo abbiamo voluto dedicare Impossibile, la Biennale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, al tema delle periferie - ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children - È proprio da questi luoghi che occorre partire per ridefinire le priorità politiche, perché un Paese in cui il destino di una bambina o di un bambino dipende dal quartiere in cui nasce è un Paese che non investe sul proprio futuro. Non sono più rinviabili interventi strutturali capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano ingiustamente le opportunità dei minori e di contrastare la povertà educativa".





