La 76ª edizione del Festival di Sanremo, conclusasi ieri, sabato 28 febbraio 2026 al Teatro Ariston, ha regalato un finale intenso e all’insegna della competizione, con una classifica che rispecchia gusti diversi e un mix di artisti tradizionali e nuove voci della scena musicale italiana.

Dopo cinque serate di gara in cui il verdetto è stato costruito combinando televoto, giuria della stampa, web e tv e giuria delle radio, sono emersi i cinque artisti che hanno guadagnato l’accesso alla Superfinal. In quell’ultimo, decisivo confronto, è stato Sal Da Vinci a imporsi definitivamente con il brano Per sempre sì, conquistando la vittoria e la lode del pubblico e della critica per una performance intensa e melodica che ha saputo fondere sentimento e mestiere.

Dietro di lui, in una classifica complessiva che racconta le preferenze di una platea eterogenea, Sayf ha chiuso al secondo posto con Tu mi piaci tanto, mentre Ditonellapiaga ha ottenuto il terzo gradino del podio grazie a Che fastidio!, un pezzo che ha colpito per originalità e personalità. Arisa, con Magica favola, si è piazzata al quarto posto, confermando la sua rilevanza artistica anche a distanza di anni dal suo primo trionfo sanremese, mentre Fedez e Masini hanno completato la top five con Male necessario, un brano che ha saputo unire riflessione e ritmo pop.

La classifica dal sesto al trentesimo posto vede nomi molto differenti tra loro, a testimonianza della varietà di stili e iscrizioni in gara: da Nayt con Prima che a Fulminacci con Stupida fortuna, passando per artisti come Ermal Meta, Serena Brancale, Tommaso Paradiso, LDA & Aka 7even, fino a nomi più iconici come Levante, J-Ax, Malika Ayane o Patty Pravo. Chiude la graduatoria Eddie Brock con Avvoltoi, segno che anche gli outsider possono avere spazio in una competizione così ampia e diversificata.

Un'edizione non esente da polemiche e reazioni accese. In sala all’Ariston si sono ascoltati fischi al momento dell’annuncio dei cinque finalisti, soprattutto per l’esclusione di Serena Brancale dalla cinquina decisiva, una scelta che ha diviso pubblico e opinione. Anche la vittoria di Sal Da Vinci ha spaccato gli umori: una parte del pubblico l'ha celebrata come un ritorno alla tradizione melodica italiana, mentre un’altra frangia ha messo in luce il ruolo crescente dei giovani artisti e dei linguaggi innovativi.