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Sono 677.188 le imprese guidate da stranieri in Italia, pari al 12% delle attività registrate nel Paese. Nel primo semestre del 2026 il saldo è positivo per 16.097 aziende, con 37.140 nuove aperture a fronte di 21.043 cessazioni. È quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese elaborati da InfoCamere per il progetto Futurae, promosso dal ministero del Lavoro e da Unioncamere.
Il 79% delle attività è guidato da persone originarie di Paesi extraeuropei. La Lombardia e il Nord Ovest raccolgono il 32,7% delle imprese straniere e segnano la crescita annua più elevata (+1,5%), mentre il Mezzogiorno registra un calo del 3,6%, soprattutto in Campania e Calabria.
Prato è la provincia con la maggiore incidenza di aziende straniere, pari al 33,7%. Seguono Trieste (20,8%) e Imperia (18,8%), che supera Firenze nella graduatoria.
Le imprese individuali costituiscono circa il 70% del totale. Tra i titolari prevalgono i cittadini marocchini (53.364), romeni (52.541) e cinesi (50.166), che insieme rappresentano il 32,4%. Le attività marocchine si concentrano soprattutto nel commercio, quelle romene nelle costruzioni, mentre quelle cinesi sono maggiormente presenti nella manifattura e nei servizi ricreativi.
A trainare la crescita sono anche le società di capitale, aumentate dell'11% negli ultimi dodici mesi e ormai oltre quota 160mila. Si tratta inoltre di attività consolidate: alla fine del 2025, circa il 35% delle imprese straniere risultava attivo da più di dieci anni.






