Una possibile svolta radicale scuote ancora una volta il caso del cardinale Angelo Becciu, nel processo d'appello sulla compravendita del palazzo di Londra. La Corte d’Appello vaticana ha sciolto la riserva sulle eccezioni preliminari sollevate dalle difese, emettendo un’ordinanza che incide profondamente sull'impalcatura accusatoria costruita negli ultimi anni intorno alla figura del porporato pattadese e degli altri coimputati. Dichiarando la nullità parziale del procedimento di primo grado, ordina di fatto che il "processo del secolo" venga celebrato nuovamente.

Il riconoscimento delle nullità procedurali

Il collegio giudicante ha accolto le istanze dei difensori riguardanti il diritto al contraddittorio e la corretta formazione del fascicolo processuale. I giudici hanno stabilito che una parte rilevante degli atti istruttori utilizzati in primo grado non può essere considerata valida, in quanto raccolta senza garantire pienamente le prerogative della difesa. Questa decisione impone un parziale annullamento dei passaggi chiave della sentenza di condanna precedente, obbligando a una revisione del materiale probatorio che dovrà ora essere depurato dagli elementi dichiarati nulli.

Legali: "Accolte le nostre eccezioni, violato diritto alla difesa"

Le prime parole degli avvocati difensori, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo: "Esprimiamo soddisfazione per l'ordinanza della Corte di Appello che ha accolto le nostre eccezioni. Dimostra che sin dal primo momento avevamo ragione a rilevare la violazione del diritto alla difesa ed a richiedere il rispetto della legge per celebrare un processo giusto".

Il blocco dell’appello del Promotore di Giustizia

Un passaggio fondamentale dell’ordinanza odierna riguarda l’inammissibilità dell’appello presentato dall'ufficio del Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi. La Corte ha ritenuto le motivazioni dell’accusa troppo generiche per poter rimettere in discussione le assoluzioni già ottenute in primo grado. Di conseguenza, i capi d’accusa per i quali gli imputati erano stati dichiarati estranei ai fatti diventano definitivi, restringendo sensibilmente il perimetro del dibattimento ai soli reati residui di peculato e truffa.

L’influenza delle sentenze britanniche sul caso

L'orientamento espresso dalla magistratura vaticana sembra riflettere anche l'impatto delle recenti decisioni delle corti di Londra. I giudici inglesi, analizzando la natura delle transazioni immobiliari a Sloane Avenue, avevano già smentito la tesi dell'estorsione, definendo le operazioni finanziarie della Santa Sede come manovre di mercato legittime. Tale scenario ha indebolito il teorema accusatorio originale, portando la Corte d'Appello a una valutazione più rigorosa della legittimità di ogni singolo atto compiuto durante la gestione della Segreteria di Stato.

Le prospettive verso il nuovo dibattimento

Per il cardinale Becciu, condannato originariamente a cinque anni e sei mesi, la seduta odierna rappresenta una vittoria tattica di grande rilievo. Pur non trattandosi ancora di un’assoluzione piena, il riconoscimento delle irregolarità procedurali sposta l'asse del processo verso una fase di profonda revisione critica. La Corte ha fissato per il 22 giugno 2026, alle ore 9, la data della prima udienza per la rinnovazione del processo. In quella sede, l'intero materiale probatorio dovrà essere depositato nuovamente in cancelleria, questa volta senza "omissis" o parti mancanti, garantendo agli avvocati il tempo necessario per esaminare ogni singolo elemento. Fino a una settimana prima, il 15 giugno 2026, le parti avranno tempo per esaminare la documentazione integrale e preparare le proprie prove a difesa.