Ammonta a 175 milioni di euro il pacchetto di aiuti per autotrasporto, agricoltura e pesca varato oggi, giovedì 22 ottobre 2026, dal Consiglio dei ministri per contrastare il caro carburante e sostenere i settori produttivi maggiormente colpiti dall’aumento dei costi. Il provvedimento prevede risorse aggiuntive per gli autotrasportatori e contributi a fondo perduto per agricoltura e pesca. Sul fronte del trasporto merci, resta però aperta la questione delle ricadute per la Sardegna, alle prese con i costi aggiuntivi legati all’insularità.

Caro gasolio, 105,2 milioni per gli autotrasportatori

Nel dettaglio, per contrastare il caro gasolio sono stati stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta già previsto per le spese sostenute nel periodo marzo-agosto 2026. Con queste risorse, l’agevolazione complessiva passa da 430 a circa 480 milioni di euro, secondo quanto annunciato dal viceministro Edoardo Rixi.

A questi fondi si aggiungono altri 60 milioni di euro destinati alle spese sostenute dal primo settembre al 5 ottobre 2026. Le risorse complessive per il settore dell’autotrasporto ammontano così a 105,2 milioni di euro aggiuntivi nell’ambito del pacchetto.

Per gli altri comparti, il Governo ha previsto 60 milioni di euro per l’agricoltura e 10 milioni per la pesca. In entrambi i casi si tratta di contributi a fondo perduto riferiti al 2026.

Salvini annuncia ulteriori risorse per le isole

Accanto agli interventi contro il caro carburante, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un’ulteriore disponibilità di risorse per le isole, aprendo il tema della loro distribuzione territoriale e dell’effettiva capacità di compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese insulari.

Proprio su questo punto interviene Salaris, dei Riformatori Sardi, che chiede di conoscere quali risorse saranno destinate alla Sardegna, sulla base di quali criteri verranno ripartite e con quali tempi si tradurranno in misure concrete.

"L’annuncio del ministro Matteo Salvini sull’ulteriore disponibilità di risorse per le isole è un segnale importante, ma è necessario capire come questa disponibilità si tradurrà in interventi effettivi per la Sardegna", afferma Salaris.

Il problema riguarda non soltanto il prezzo del carburante, ma anche l’aumento dei costi dei collegamenti marittimi e l’impatto del sistema europeo ETS sul trasporto delle merci. Fattori che, sommati, incidono sulla competitività delle aziende sarde, chiamate a sostenere spese più elevate per raggiungere i mercati e approvvigionarsi di materie prime.

"Gli autotrasportatori sardi, che subiscono il peso aggiuntivo dei costi strutturali dell’insularità, devono sapere quali benefici concreti potranno ottenere", sottolinea il consigliere.

La richiesta alla Regione: servono impegni verificabili

Salaris richiama anche il ruolo della Regione e dell’assessora ai Trasporti Barbara Manca, sollecitando un confronto con il Governo che porti a risultati concreti per le imprese dell’Isola.

"La Regione deve esercitare una pressione politica costante, presentarsi al confronto con proposte precise e pretendere impegni verificabili», dichiara, evidenziando la necessità di superare le sole interlocuzioni istituzionali e di ottenere garanzie sulla ripartizione delle risorse.

Tra le proposte avanzate figura una proposta di legge nazionale per istituire un fondo dedicato alla continuità territoriale delle merci insulari, attraverso l’utilizzo dei proventi del sistema ETS marittimo. L’obiettivo è introdurre uno strumento strutturale per compensare i maggiori costi logistici sostenuti dalle imprese che operano nelle isole.

"Non bastano misure temporanee sul carburante o interventi circoscritti a singole tratte. Occorre compensare stabilmente i maggiori costi che gravano sulle imprese sarde, dando finalmente attuazione all’articolo 119 della Costituzione", sostiene Salaris.