L'economia italiana rallenta mentre il caro vita torna a correre. A ottobre l'inflazione ha raggiunto il 5,4%, secondo le stime preliminari dell'Istat, con un'accelerazione dal 4,2% di settembre. A pesare soprattutto l'energia, i cui prezzi sono aumentati del 31,4%, mentre le bollette sul mercato regolamentato segnano un +59,5%. In crescita anche i costi dei trasporti (+9,3%) e degli alimentari freschi (+7,5%).

Per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si tratta della «drammatica conseguenza» delle guerre e del loro impatto sulle materie prime energetiche. La premier Giorgia Meloni ha ribadito che «Il costo dell'energia è una priorità». Un decreto bollette, atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana, potrebbe introdurre misure dal primo gennaio. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla di tenore di vita dei cittadini «aggredito» da inflazione e salari insufficienti.

Il quadro è aggravato dalla crescita zero del Pil nel terzo trimestre. Il dato acquisito per il 2026 resta allo 0,8%, mentre l'obiettivo dell'1% fissato dal governo appare a rischio. Secondo Confesercenti, l'inflazione potrebbe superare il 6% nei prossimi due mesi, mettendo in pericolo i consumi natalizi e bruciando 1,4 miliardi di vendite.

Anche gli stipendi restano indietro: a settembre le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 2,5% su base annua, ma il potere d'acquisto è ancora oltre il 9% sotto i livelli del 2021. La Uil chiede di adeguare i salari all'inflazione durante la vigenza dei contratti. Il Pd rilancia anche l'indicizzazione del sistema fiscale per contrastare il fiscal drag.