Nuoro si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno: domenica 22 febbraio 2026 va in scena Su Carrasecare Nugoresu, la grande sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna. Un evento - organizzato dal Comune con il sostegno della Regione Sardegna - che ogni anno richiama in città decine di comunità provenienti da tutta l’Isola, custodi fiere delle proprie tradizioni e protagoniste di un racconto collettivo che affonda le radici nei riti antichi della Barbagia.

La manifestazione prenderà il via alle 15:30 con la vestizione in viale Sardegna, momento solenne e simbolico che precede la partenza della sfilata, prevista per le 16:00 da piazza Sardegna. Il corteo attraverserà via La Marmora, corso Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele.

Parteciperanno:

Attitidu 'Osincu di BOSA

Urthos e Buttudos di FONNI

Mascheras Limpias di FONNI

Tumbarinos di GAVOI

Mascaras Nettas e Mascaras Bruttas di LODE

Mamuthones e Issohadores Atzeni di MAMOIADA

Turcos di OLLOLAI

Su Bundhu di ORANI

Merdules Betzos di OTTANA

Mamutzones de SAMUGHEO

Maschera a Gattu e Maimone di SARULE

S'Ainu Orriadore di SCANO DI MONTIFERRO

Sos Tintinnatos di SINISCOLA

Is Arestes e s'Urtzu Pretistu di SORGONO

S'urtzu e sos Bardianos di ULA TIRSO

Su Sennoreddu e sos de s'Iscusorzu di TETI

La festa proseguirà dalle 18:00 in piazza Vittorio Emanuele, con una grande celebrazione di Carnevale. In programma balli sardi in piazza con Carlo Boeddu, Carlo Crisponi e Fabrizio Bandinu, seguiti dalle nuove esibizioni delle maschere tradizionali protagoniste della sfilata, presentate da Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu.

A chiudere la serata lo spettacolo “Alle 3 c’era Bim Bum Bam”, per un finale all’insegna dell’energia e della festa. Anche le proposte enogastronomiche contribuiranno a celebrare lo spirito autentico e liberatorio del Carnevale.

Nuoro. Il Carnevale tra storia e cultura

Ma parlare del Carnevale di Nuoro significa parlare della città stessa. Un tempo definita “l’Atene sarda”, Nuoro è una città «d’una vecchiaia forte, nobile, serena», come Grazia Deledda descrisse una delle sue protagoniste in Canne al vento. Terra di artisti e letterati, ha dato i natali a figure come Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura, Salvatore e Sebastiano Satta, Francesco Ciusa.

Passeggiare nel centro storico, tra i quartieri di Séuna e Santu Pedru, significa compiere un viaggio nel tempo tra vicoli in ciottoli, case in pietra, cortili e piazzette che si aprono improvvise. Il corso Garibaldi, un tempo via Majore, resta il fulcro della vita sociale, tra caffè storici e botteghe. A pochi passi si trovano la chiesa delle Grazie e la cattedrale di Santa Maria della Neve, mentre sul colle domina l’Ortobene, “l’anima nostra”, come lo definiva la Deledda, con i suoi paesaggi granitici e i panorami che abbracciano tutta la Barbagia.

Nuoro è anche città di musei: il Museo Deleddiano, ospitato nella casa natale della scrittrice e aperto nel 1983, custodisce manoscritti, fotografie e oggetti personali che raccontano il legame profondo tra l’autrice e la sua terra. Il Museo del Costume, il maggiore museo etnografico della Sardegna, offre uno spaccato della cultura materiale e immateriale dell’isola, tra abiti tradizionali, gioielli, maschere e strumenti del mondo agro-pastorale. E ancora il MAN e il museo Ciusa, testimonianze di una vocazione artistica che ha reso la città un punto di riferimento culturale.

Il 22 febbraio, dunque, Su Carrasecare Nugoresu non sarà soltanto una sfilata: sarà l’occasione per riscoprire Nuoro, la sua storia, i suoi luoghi e la sua anima.