Ula Tirso si prepara a vivere una giornata interamente dedicata alle maschere tradizionali della Sardegna e alle comunità che ne custodiscono la memoria.

L’evento si presenta come una rassegna culturale e identitaria, capace di unire ritualità antiche, musica, suoni e partecipazione collettiva, trasformando il paese in un grande spazio di incontro tra tradizioni diverse, accomunate da un profondo legame con la storia e il territorio.

Lo scorso anno su Carrasegare Ulesu ha ottenuto un importante riconoscimento, entrando ufficialmente a far parte dei Carnevali Storici Sardi: un traguardo che sancisce il valore della tradizione e premia il lavoro costante dell’Associazione Culturale S’Urtzu e Sos Bardianos e del Comune nella tutela e promozione del patrimonio culturale locale.

L'appuntamento per l'edizione 2026 è sabato 28 febbraio.

Il programma prenderà il via alle 10:00 con un convegno dedicato alla maschera tradizionale e alle tradizioni locali, con l’intervento della relatrice Lucia Cossu. Nel corso della giornata sarà possibile visitare le chiese, il centro storico e il Museo dell’Elettricità, mentre un’area street food proporrà prodotti tipici locali.

Il momento centrale dell’evento è previsto nel pomeriggio: alle 15:30 partirà la sfilata delle maschere tradizionali, che attraverserà il centro storico per concludersi in piazza IV Novembre. A presentare la manifestazione sarà ancora Lucia Cossu.

Parteciperanno: Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Urthos e Buttudos di Fonni, Su Bundhu di Orani, Mamutzones Antigos di Samugheo, Sos Tumbarinos di Gavoi, S'Attitidu di Bosa, Mustayonis e S’Orku Furesu di Sestu, Is Sonaggiaos e S'Urtzu di Ortueri, Tamburini e Trombettieri della Città di Oristano, Janas di Maist'e' di Gergei, Maschera a Gattu e Maimones di Sarule, Caretos del Portogallo, oltre a S’Urtzu e Sos Bardianos e S’Urtzigheddu di Ula Tirso.

A chiudere la giornata, balli in piazza con i Fantasias de Ballos e, a partire dalle 23:30, DJ set per proseguire la festa fino a tarda sera.

Il Carnevale Ulesu si conferma così come un appuntamento di grande valore culturale, capace di raccontare la Sardegna attraverso i suoi riti, i suoni e le maschere, in un dialogo continuo tra passato e presente, tra comunità locali e visitatori.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale S’Urtzu e Sos Bardianos, dal Comune e grazie al sostegno della Regione Sardegna.