A Gavoi, nel cuore della Barbagia, si respira già un clima di festa e si fa il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Carnevale del BIM, evento molto sentito dalla comunità e dai visitatori, che celebra la tradizione, la cultura e l’identità profonda del territorio, con la partecipazione di maschere storiche provenienti da diversi paesi della Sardegna.

Un suggestivo e incantevole paesaggio incorniciato da montagne e colline farà da teatro alla manifestazione, arrivata alla sua terza edizione a Gavoi, e organizzata con impegno dalla Pro loco, che ha stilato un ricco e succulento programma seguendo il fac simile delle edizioni precedenti, e confermando una formula che negli anni ha saputo coinvolgere comunità, gruppi tradizionali e visitatori, nel rispetto delle radici culturali del Carnevale gavoese.

Il programma

L’evento prenderà il via venerdì 6 febbraio, con due importanti momenti culturali: l'inaugurazione della mostra fotografica dedicata al Carnevale gavoese, ospitata nei locali de "Sa Caserma Betza", a cura del fotografo Francesco Mereu, in arte Siesko; e il convegno a cura dell’ISRE, che vedrà la partecipazione di Stefano Lavra, dedicato allo studio e alla valorizzazione delle tradizioni carnevalesche.

Il momento più atteso sarà sabato 7 febbraio, con la Sfilata del Carnevale del BIM, evento imperdibile che trasformerà Gavoi in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da maschere tradizionali, suoni ancestrali e balli popolari.

I gruppi partecipanti

Alla sfilata parteciperanno diversi gruppi per uno scambio culturale vivo e autentico: la Pro loco "Sas Mascheras Limpias" di Fonni, l'Associazione "S’Urtzu e Sos Bardianos" di Ula Tirso, "Sa Teula", "Su Harrasehare Lodinesu" di Lodine, Tradizione Popolare APS, Maschera Bolante di Tiana, Coli Coli di Tonara, Su Turcu di Ollolai, l'Associazione Culturale "Barbagia Maschera" (Maimones, Murronarzos e Intintos) di Olzai, l'"Associazione Folk Tradizioni Popolari" (Maschera a Gattu e Maimones) di Sarule, la Pro loco "Su Coli Coli Antigu Tianesu" di Tiana, e AT Pro loco, Tumbarinos di Gavoi.

Il presidente della Pro loco: "Vogliamo offrire un’esperienza unica ai visitatori"

Il Carnevale di Gavoi rappresenta una festa profondamente radicata nella storia del paese, con un particolare focus sulla musica tradizionale, specialmente il tamburo “Su Tumbarinu”, costruito artigianalmente con cerchi di legno e pelli di capra. Il suo suono profondo e risonante non è solo musica, ma un forte simbolo di identità, appartenenza e comunità.

Il paese si anima di balli infiniti, come Su Ballu Tundu, momenti di condivisione, cibo e vino, trasformandosi in uno spazio di incontro aperto e accogliente.

"La sfilata del 7 febbraio rappresenta un momento fondamentale per la nostra comunità. L’obiettivo principale è celebrare la tradizione e far conoscere la cultura di Gavoi, promuovendo allo stesso tempo l’aggregazione, la condivisione e l’ospitalità che da sempre contraddistinguono il nostro paese"; sono le parole di Michele Lavra, presidente della Pro loco di Gavoi, che sottolinea il valore profondo dell’evento.

"Attraverso il Carnevale vogliamo valorizzare il territorio e offrire ai visitatori un’esperienza autentica - prosegue Lavra - fatta di musica, maschere, balli e relazioni umane. Gavoi accoglie tutti, facendo sentire chi arriva parte della nostra comunità".

E conclude: "I turisti sono i benvenuti, invitati a partecipare come ospiti, osservando e vivendo la festa nel rispetto delle usanze locali, per scoprire la vera essenza di Gavoi e dei suoi abitanti"

Insomma, si tratta di un’esperienza da non perdere, una vera e propria occasione per immergersi nella cultura autentica della Sardegna, e di arricchimento culturale, fatto di tradizione, musica e identità, in una festa che unisce passato e presente.